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13 aprile 2012

Rinascimento friulano e veneto: note, versi e strumenti musicali

Rinascimento friulano e veneto
Rinascimento friulano e veneto

Rinascimento friulano e veneto

Atmosfere del Rinascimento friulano e veneto dal 16 al 19 aprile all’Università di Udine.  Palazzo Caiselli a Udine sarà teatro di una mostra di strumenti musicali antichi e di un concerto di musica del Cinquecento.

Gli eventi, organizzati dal dipartimento di Storia e tutela dei Beni culturali con l’Associazione musicale “Gilberto Pressacco” e il Centro studi Claviere di Vittorio Veneto, si inseriscono nell’ambito della Settimana della cultura.

Il programma si aprirà lunedì 16 aprilealle 17, nel salone del Tiepolo (vicolo Florio 2/b) con l’inaugurazione della mostra, visitabile fino al 20 aprile dalle 15 alle 18.

Nell’occasione sarà presentato il volume di Elena Modena, curatrice della rassegna, “Strumenti musicali antichi a raccolta” (Aracne, Roma).

La mostra propone diversi strumenti musicali antichi, parte originali parte copie filologiche.

Fra gli originali si segnalano quelli a tastiera come i fortepiani, presenti con alcuni esemplari delle scuole artigiane viennese e inglese attive dalla metà del ‘700 al primo trentennio dell‘800.

Fra gli strumenti copie, clavicembali italiani e francesi, e strumenti a fiato e ad arco medievali e rinascimentali.

Giovedì 19 aprile, alle 15.30, nel salone del Tiepolo, appuntamento con il concerto di rinascimento friulano e veneto, alternato a versi d’autore e popolari, intitolato “Musica e poesia nel Cinquecento veneto e friulano” proposto dall’Ensemble Claviere.

In programma gli autori friulani Giorgio Mainerio e Marc’Antonio Pordenon, ma anche compositori e musicisti come Marchetto Cara, Marco F. Caroso, Girolamo Frescobaldi, Antonio Stringari, Bartolomeo Tromboncino e Adrian Willaert.

Gli interpreti sono Elena Modena (voce, viola da gamba tenore, campanelle), Ilario Gregoletto (viola da gamba basso, flauti diritti, cembalo, cialamello) e Claudio Zinutti (voce, cembalo, percussioni).

«L’iniziativa – spiega la coordinatrice Patrizia Augusta Verduchi – intende offrire un significativo scorcio della produzione italiana, in particolare dell’area friulana e veneta, che si espresse tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Seicento».

Un’epoca in cui «l’affermazione delle lingue nazionali e il consolidarsi dei rapporti fra musica e poesia – sottolinea Verduchi – si realizzava, forse per la prima volta pienamente nella storia della musica occidentale, su temi tratti dal quotidiano: l’amore infelice e la passione corrisposta, il contrasto fra condizione di natura e stato d’animo umano, l’ironia della sorte e il piacere di prendersi in giro, le figure di carattere, la melanconia sublimata tramite il canto».

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