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12 Aprile 2012

Scienze motorie e sportive: accordo Regione Puglia-Università

Potenziamento dell’offerta formativa e delle strutture sportive del territorio, al fine di accrescere le competenze degli operatori e dei manager del settore motorio-sportivo: è questo l’obiettivo dell’accordo siglato tra Regione Puglia e Università di Bari e Foggia.

Il protocollo d’intesa, firmato ieri alla presenza del Presidente della Regione Nichi Vendola, dell’Assessore allo Sport Maria Campese e dei rettori delle Università di Bari e Foggia, nasce dall’esigenza di investire sulla formazione dei giovani, quale risorsa strettamente connessa con l’innovazione, la ricerca e l’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro.

La collaborazione vede il coinvolgimento del Corso di Laurea in Scienze motorie e sportive, attivo presso le due università pugliesi, che daranno presto il via al corso in “Management, organizzazione e gestione degli impianti sportivi”, rivolto a funzionari amministrativi e tecnici, dipendenti degli Enti locali, gestori di impianti sportivi pubblici e responsabili di associazioni sportive territoriali.

Una formazione a 360 gradi ed altamente qualificante, quella prevista dal corso, che tratterà tematiche quali le leggi regionali e nazionali, le norme sull’edilizia, la sicurezza degli impianti e l’organizzazione degli eventi sportivi, solo per citarne alcune.

Valorizzazione della formazione professionale e riqualificazione degli impianti sportivi pugliesi, dunque, nell’accordo Regione-Università, ma non solo: il protocollo d’intesa vuole anche confermare il sostegno della Regione Puglia nella creazione di nuove prospettive lavorative per i giovani laureati in Scienze motorie.

Il Presidente della Regione Nichi Vendola, e l’assessore allo Sport, Maria Campese, hanno, infatti,  ribadito l’impegno della Regione nella modifica della Legge 33, al fine di prevedere l’inserimento obbligatorio dei laureati in Scienze motorie all’interno di tutte le strutture sportive, già dal prossimo gennaio. Un’opportunità non da poco per i tanti giovani laureati in una disciplina spesso sottovalutata ed etichettata quale semplice “educazione fisica”.

In un momento in cui al centro dell’agenda politica universitaria inneggia l’abolizione del valore legale del titolo di laurea, con il conseguente declassamento delle Università del Mezzogiorno, questo accordo vuole essere un vero e proprio investimento sui giovani e sul loro futuro, segno che l’Università del Sud ha ancora molto da offrire ai suoi laureati.

 

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