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15 aprile 2012

Specializzazioni a confronto: V° seminario di studi e di formazione sul patrimonio culturale

Martedì 17 aprile, presso presso la Fondazione Basso, a Roma , in via della Dogana Vecchia 5, si svolgerà il seminario intitolato “Gli antropologi raccontano l’Unesco: le relazioni con le comunità patrimoniali nella costruzione dei dossier”.

L’ incontro è in quinto del ciclo di seminari di studio e formazione sul tema del patrimonio culturale organizzati dalla Fondazione Basso, in collaborazione con l’Università “La Sapienza” di Roma, SIMBDEA e la Scuola di Specializzazione in Beni DEA di Perugia

Il nocciolo della questione si snoda circa gli ambiti di appartenenza in cui il patrimonio culturale trova il suo luogo di definizione.  L’Europa, paese eterogeneo, oggi rappresenta il banco di prova tra patrimoni comuni, neoliberismo e denaro; zona dove si collocano i nodi del rapporto con lo sviluppo tra risorse finanziarie per la cultura, capacità di impresa e di lavoro, e professioni patrimoniali. Luogo che necessita di studi e forse ripensamenti per la definizione di una tradizione patrimoniale, conseguenza,  oltretutto, anche del colonialismo, e infine, ponte di aperture a dialoghi con nuovi popoli e culture.

Il seminario vuole essere un occasione di confronto  tra antropologi,  giuristi, economisti, esperti della gestione e funzionari pubblici, con lo scopo di “pensare” nuovi ambienti di progettazione condivisa.

L’ evento sarà coordinato da Chiara Bortolotto dell’Universitè Libre de Bruxelles, mentre Pietro Luigi Clemente, presidente della Simbdea (Società italiana per la museografia e i beni demoetnoantropologici) concluderà il discorso. Interverranno Alessandra Broccolini (docente del dipartimento di Scienze sociali della Sapienza), Luca Mancini (dottorando in etnologia ed etnoantropologia alla Sapienza) Fulvia Caruso (docente presso l’Università di Pavia).

Sono previsti altri quattro incontri ( 8 maggio 2012, 16 maggio 2012, 30 maggio 2012, giugno 2012 ), durante i quali si discuterà di antropologia delle comunità patrimoniali nelle esperienze italiane, della situazione europea, del ruolo dell’Unesco, delle risorse per la cultura, della crisi e delle economie dell’emergenza.

 

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