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27 aprile 2012

Studenti Cagliaritani in rivolta contro l’imposizione della sovrattassa

Non immaginavano certo, gli studenti dell’Ateneo di Cagliari, che quest’anno per loro sarebbe stato ancora più gravoso degli altri dal punto di vista della tasse universitarie da pagare. Eppure nell’ultimo avviso di pagamento, puntualmente recapitato tramite messaggio di posta elettronica a ciascuno studente e comunque visibile nello spazio  on- line dedicato ai servizi agli studenti del sito Unica.it, oltre alla consueta tassa annuale di immatricolazione (già condita di un bel 10% in più rispetto agli altri anni peraltro) si è materializzato un altro addebito nei confronti di una gran parte degli universitari.

La cosiddetta sovrattassa prevede un pagamento aggiuntivo di €100,00 per gli studenti fuori corso che non hanno raggiunto un numero di crediti pari alla media degli studenti del corso oppure che non abbiano superato neanche un esame nell’ultimo semestre dell’anno solare. Già perché nell’attribuzione di tale “incentivo allo studio”, così interpretato dal Rettore dell’Ateneo Giovanni Melis che lo ritiene un metodo per stimolare gli studenti a migliorare, non si è nemmeno tenuto conto della differenza tra anno solare e anno accademico che è effettivamente quello di riferimento per la carriera universitaria dei ragazzi.

E’ stato questo uno dei tanti motivi che ha portato il gruppo di rappresentanza studentesca Unica 2.0 a organizzare una protesta, che va avanti ormai da qualche settimana, attraverso azioni concrete come la presentazione al Senato Accademico di vari punti sui quali l’addebito della tassa sarebbe discutibile e ingiusto, e ad organizzare nella giornata del 26 Aprile un sit- in di protesta sotto il Palazzo del Rettorato contro il presunto abuso.

Momentaneamente si è ottenuto solo un piccolo risultato che consiste nella sospensione del pagamento della super tassa e nel suo termine ultimo di pagamento al 30 Giugno, ma l’Ateneo non sembra intenzionato a cancellarla del tutto.

Dal canto suo l’Università si giustifica attribuendo alla manovra un ‘effetto incentivo’ che dovrebbe motivare gli studenti a dare il massimo e a non rimanere troppo indietro. Inoltre il Rettore Melis tende a ben sottolineare il fatto che ci saranno delle iniziative grazie alle quali le matricole che si diplomeranno con il massimo dei voti e i figli di cassintegrati o di disoccupati saranno esentati dal pagamento tasse, che nel corso dell’ultimo anno circa il 30% degli studenti in corso ha usufruito dell’esonero tasse, che ci saranno borse di studio per i meritevoli, e che la tassazione media è inferiore alla media nazionale.

Che siano questi, per il Rettore Melis, dei buoni motivi per colpire ancora di più chi, per vari motivi, non rientra in nessuna di queste categorie?

Dopotutto pare che i premi arrivino, giustamente, in base al merito, ma degli oneri scolastici non ne ‘usufruiscono’ già tutti a prescindere da questo?

 

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