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1 settembre 2012

Case dello studente a Cagliari. 300 studenti “senzatetto”

Il nuovo anno accademico stà per essere inaugurato e gli studenti di Cagliari, invece di prepararsi al meglio ad affrontare l’esperienza, sono in rivolta.

Case dello Studente

Case dello Studente

E’ aria di bufera infatti quella che si respira tra gli universitari e tra i rappresentanti degli studenti che protestano contro l’ente regionale Ersu e il problema che ormai si ripresenta tutti gli anni, ma che quest’anno rischia di lasciare senza un tetto sopra la testa più di 300 studenti: la mancanza di posti letto.

Due delle cinque Case dello Studente, quella di via Roma e quella di via Montesanto, che ogni anno ospitano circa 300 studenti degli 850 beneficiari di alloggio, saranno chiuse perché fatiscenti e non idonee a ospitare inquilini per un anno intero.

Non è di certo un caso che desta stupore tra chi ogni anno, ormai da tempo, spera che le cose si risolvano prima delle assegnazioni dei posti letto, e puntualmente viene deluso dai fatti.

L’ultimo episodio risale solo a qualche mese fa e ha costretto gli studenti a cercare alloggio altrove (la struttura ospitante in quel caso è stata il Campus di Sant’Efisio) causa chiusura necessaria per restauro della casa di Via Montesanto nel bel mezzo dei corsi.

Nonostante tutti siano d’accordo sulla necessità di risistemare e mettere in sicurezza gli alloggi, ormai fatiscenti, vecchi e al limite della vivibilità, non si spiega e tantomeno si accetta il fatto che si sia aspettato fino all’ultimo, alla vigilia dell’apertura dei corsi, per intervenire.

A riguardo, l’organizzazione studentesca Unica 2.0, che combatte in prima linea per i diritti allo studio e dello studente, esprime in un comunicato sul social network Facebook la sua opinione “…Non stupisce che l’ente si sia finalmente deciso ad effettuare interventi strutturali per riportare le suddette strutture in condizioni di decoro e di sicurezza. Non devono essere però gli studenti a pagare lo scotto di un decennio di totale assenza di programmazione a lungo termine da parte dell’ente.

Questo è l’ennesimo colpo a un diritto allo studio che a livello nazionale, e ancor di più a Cagliari, viene decostruito passo dopo passo: dopo il taglio del 95% del fondo statale alle borse di studio e la riduzione di circa due milioni di euro dei fondi regionali, assistiamo adesso a una distruzione di fatto, a un’ulteriore minaccia alla possibilità di vivere a Cagliari e di intraprendere o proseguire gli studi per 300 persone. E’ infatti impensabile che i 100 euro circa mensili stimati per il costo dell’alloggio possano essere una soluzione per coloro che si trovano a non poter beneficiare del posto alla Casa dello studente, a fronte di un costo medio per posto letto che si aggira intorno ai 220 euro, cui si devono aggiungere le spese (Tarsu, acqua, internet, elettricità).”

Mentre la consapevolezza degli studenti di non dover pagare per un errore che si poteva evitare porta molti di questi a reagire e a non fare finta di niente davanti al problema. “Dicono che troveranno una soluzione per ogni caso particolare,  e che nessuno verrà lasciato solo,ci permettiamo di dubitare fortemente che ciò avverrà. La situazione delle case dello studente a Cagliari è nota a tutti, non solo a quei pochi fortunati che ci abitano: di fronte a più di 30000 iscritti,  gli alloggi  sono solo 5, per lo più fatiscenti e bisognosi di urgenti opere di restauro”.

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