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7 aprile 2012

Unis@und Salerno: Mafia Chiesa

C’è  o c’è stato un  rapporto tra la chiesa e le organizzazioni mafiose?  Difficile scardinare il velo omertoso che cala su questo spinoso argomento.  Giornalisti e scrittori preferiscono parlare d’altro e aggirare l’ostacolo. Fatta eccezione per alcune produzioni librarie  (‘La mafia devota. Chiesa, religione, Cosa Nostra’ di Alessandra Dino; ‘Le sagrestie di Cosa Nostra. Inchiesta su preti e mafiosi’ di Vincenzo Ceruso; “I preti e i mafiosi” di Isaia Sales.

Senza dubbio vi sono stati e vi sono sacerdoti che a ragione si possono definire ‘antimafia’, Don Peppino Diana su tutti, ma quanti alti prelati convivono tranquillamente con la mafia e le organizzazioni criminali.

Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa”, scrive don Diana nel  suo testamento  spirituale contro la camorra ‘Per Amore del mio popolo’. “Alla Chiesa – aggiunge –che non rinunci al suo ruolo “profetico” affinché gli strumenti della denuncia e dell’annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili (Lam. 3,17-26)”.

Don Giuseppe Diana fu ucciso dalla camorra il 19 marzo 1994 nella sua chiesa, mentre si accingeva a celebrare messa. Ma il suo messaggio è una pietra miliare per  quei sacerdoti che voglio  prendere posizione contro la criminalità organizzata.

Le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l’Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere – conclude Don Diana – alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una  ‘ministerialità’ di liberazione, di promozione umana e di servizio”. La Chiesa, sottolinea Sales, è “una delle principali agenzie educative di massa”.

E allora perché molti prelati non hanno mai pronunciato le parole mafia o ’ndrangheta? Perché questi loschi figuri non vengono considerati “criminali” ma “fratelli che sbagliano”? Ci può essere un pentimento privo di conseguenze “terrene”? A questa e ad altre domande tenterà di dare una risposta la trasmissione “Mafia e Chiesa, nona puntata del format ‘L’Italia e le Mafie’ in onda  il  prossimo  11 aprile, dalle ore 12.00 alle ore 13.00. 

Ospiti di  Giovanna Di Troia, Rita Di Simone e Michaela Sica  saranno  Alessandra Dino,docente di Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale presso l’Università degli Studi di Palermo, Augusto Cavadi, autore del libro  “Il Dio dei mafiosi”, don Marcello Cozzi. Non mancherà l’angolo del libro consigliato dalla redazione.

La proposta è ‘Le mani sulla città. I boss della ‘ndrangheta vivono tra noi e controllano Milano’ di Gianni Barbacetto e  Davide Milosa. E ai microfoni di Unis@und  ci sarà Gianni Barbacetto. Completeranno la puntata le rubriche ‘ Immagini e suoni’, ‘Vox populi’ e il consueto appuntamento con il sondaggio lanciato dalla pagina face book ‘L’Italia e le mafie’.

 

 

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