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4 gennaio 2017

Grotte di Castelcivita: storia e origini, dove si trovano e come arrivare

Grotte di Castelcivita
Grotte di Castelcivita

Grotte di Castelcivita

Le Grotte di Castelcivita: dove si trovano, qual’è la storia sulle origini di queste grotte nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e le info sul turismo salernitano.

Visitare le Grotte per immergersi in un mondo fiabesco di straordinaria bellezza come per le grotte di Pertosa.

Tutto sulle leggendarie caverne di Spartaco.

Ecco come raggiungerle e perché sono il fiore all’occhiello del turismo salernitano.

Le Grotte di Castelcivita sono un complesso speleologico di circa 4.800 metri di lunghezza situato a Salerno, alle porte del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, a pochi passi dal fiume Calore. L’incredibile paesaggio sotterraneo è composto di gallerie, cunicoli, sale e laghi. Ed offre al visitatore emozioni uniche e indimenticabili.

Generato dall’erosione e dalla corrosione dell’acqua, l’antro è pieno di fenomeni geomorfologici e naturalistici.

Panorami adatti a stimolare gli appassionati di scienze. Ma è anche, e soprattutto, un mondo che stimola la fantasia e l’immaginazione di grandi e piccini. L’atmosfera all’interno è, del resto, fiabesca. E, per certi versi, fa rivivere al turista le gesta dei protagonisti di Viaggio al Centro della Terra di Jules Verne.

Sì perché, lungo il suggestivo tragitto, le stalattiti e le stalagmiti assumono forme artistiche ed evocative a tratti surreali. Che le guide turistiche descrivono con passione, trasporto e professionalità.

Grotte di Castelcivita: storia, mito e leggenda delle grotte nel Parco Nazionale del Cilento

Abitate dagli uomini sin dall’era paleolitica, queste incredibili caverne, che qualche tempo fa fecero da sfondo ad una suggestiva rappresentazione teatrale incentrata sull’Inferno di Dante Alighieri, sono altresì un sito archeologico di notevole rilevanza: una vera delizia per gli appassionati di storia antica. Lo testimoniano numerosi rinvenimenti, studi ed esplorazioni speleologiche che le hanno garantito pregio e notorietà nel corso degli anni.

Ma a rendere ancor più affascinanti le Grotte di Castelcivita è una nota leggenda locale. Secondo alcuni storici, infatti, questo maestoso antro carsico, corredato da stalattiti e stalagmiti, sarebbe stato il covo di Spartaco, lo schiavo ribelle. Questi, nel 71 a.C., le avrebbe usate come rifugio, insieme alla moglie Norce e ad altri guerrieri, a seguito di una nefasta battaglia con le milizie imperiali. Una guerriglia che sarebbe avvenuta proprio nei pressi di Castelcivita.

Come raggiungere le Grotte di Castelcivita nel Parco del Cilento

L’ingresso delle Grotte di Castelcivita è situato in Piazzale Nicola Zonzi. L’itinerario è caratterizzato da tre percorsi. Il primo, il turistico, è lungo 1.200 metri ed è accessibile tutto l’anno. Il secondo, l’amatoriale, dista 3.000 metri ed è disponibile solo su prenotazione dal primo giugno al 31 ottobre. Il terzo, infine, è un vero e proprio percorso speleologico accessibile ai soli professionisti del settore.

Va detto che, ovviamente, l’aspirante visitatore verrà rigorosamente munito di un caschetto protettivo e guidato, lungo il sentiero, da personale altamente qualificato. Inoltre, la bassa temperatura e il suolo, a tratti scivoloso, rendono indispensabili l’uso di felpa, o giacca a vento, e scarpe da trekking.

Castelcivita è anche una terra ricca di squisiti prodotti gastronomici. Dai piatti a base di funghi porcini alla pasta fatta in casa e alle zuppe di legumi. Il tutto rigorosamente condito con olio extravergine d’oliva. I turisti delle grotte potranno degustare i piatti tipici della cucina locale recandosi presso il rinomato “Ristorante Grotte”, che è situato, peraltro, a pochissimi passi dall’Antro di Spartaco.

Le grotte sono, inoltre, partner delle “Luci d’Artista 2016”. Ed offrono agli acquirenti della relativa “Card turistica” uno sconto del 50% sull’ingresso. Gli aspiranti visitatori possono inoltre acquistare il biglietto online, sul sito, scegliendo comodamente il percorso più gradito.

Antonio Migliorino


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