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27 aprile 2012

Vendesi pelle: la nuova frontiera del marketing

In tempi di crisi nessun settore può effettivamente dichiararsi salvo, tanto meno quello pubblicitario, che così nel suo rinnovarsi nell’era del “vale tutto ha iniziato a svendere la pelle dei suoi clienti.

La nuova formula, infatti, prevede che il singolo individuo (nel pieno delle proprie facoltà mentali) si faccia tatuare il logo di una marca su una qualsiasi parte del corpo, deambulando pubblicità e incrementando le volubili mode. Il semplice tatuaggio permetterà così di poter usufruire di uno sconto a vita, presso qualunque negozio del marchio prescelto.

A metterlo in pratica per il momento è la “Marc Ecko Enterprises”, catena americana dell’abbigliamento, che promette uno sconto del 20% perenne a chi decide di farsi tatuare un rinoceronte o un paio i forbici. Ovviamente la mossa è duplice, considerata l’opera di fidelizzazione che si viene a creare fra marchio ed individuo che sicuramente , dopo una scelta tanto azzardata si vedrà propenso a orientare le proprie scelte vestiarie verso la stessa marca. E così logo sopra e sotto la maglietta.

A quanti si mostrino scettici e non credono nella nuova forma di mercato, il sito del gruppo mostra i primi “clienti -manifesto” . Persone che hanno deciso di vendere la propria pelle, mettono in mostra orgogliose un simbolo di libertà, che ormai ha preso il retrogusto del consumismo.

A discrezione degli utenti anche la dimensione e il colore. E loro non hanno deluso, non badando ne alla dimensione ne alla locazioni: spalle, braccia e pettorali hanno avuto la meglio, lasciando ai timidi la possibilità di tatuarsi in zone meno visibili.

Nonostante in Europa la formula non sia ancora arrivata e abbia preso poco piede anche presso altri marchi, ci si chiede chi siano i più fanatici: quelli che vendono la propria pelle ad un marchio o quelli che si tatuano loghi solo per questione di “style” (come ad esempio la famigerata mela morsicata, simbolo della Apple)?

Ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo sfoglieremo le riviste con un’attenzione in più, verso quelle griffe che un giorno sovrasteranno la nostra pelle. E chissà forse qualcuno pur di avere una borsa di Gucci vera ad un prezzo stracciato, starà già correndo verso il primo tatuatore i fiducia.

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