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16 Maggio 2012

Allarme WWF, sfruttiamo un pianeta e mezzo all’anno

Allarme WWF
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Allarme WWF: Living planet report 2012”, redatta nell’arco di due anni insieme alla Zoological Society di Londra, il Global Footprint Network e l‘Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Che l’uomo fosse diventata una presenza fin troppo invadente sulla Terra lo si era già capito- basti pensare che il 31 ottobre 2011 abbiamo raggiunto i 7 miliardi- e purtroppo ciò comporta sottrarre sempre più spazio a chiunque altro cerchi di vivere su questo pianeta.

A questo proposito Allarme WWF: nella sua inchiesta “Living planet report 2012”, redatta nell’arco di due anni insieme alla Zoological Society di Londra, il Global Footprint Network e l‘Agenzia Spaziale Europea (ESA), la quale ha spedito un astronauta, André Kuipers, in orbita per mostrare attraverso immagini molto eloquenti,  anche se certamenti affascinanti, il livello di degrado in cui stiamo lasciando con apparente disinteresse scivolare la Terra.

Ebbene, l’indagine ha messo in evidenza come dal 1970 al 2008 la biodiversità sulla Terra –vale a dire, la varietà biologica dei diversi organismi- sia diminuita del 28%, arrivando addirittura al 60% nei Tropici, una delle aree più colpite. E questo come mai? Perché sfruttiamo il 50% in più di risorse rispetto a quelle che possediamo, vale a dire un pianeta e mezzo all’anno. In questo modo le risorse naturali spesso non hanno il tempo di rigenerarsi.

L’Italia non solo non è esente da questa tendenza allo sfruttamento intensivo, ma è tra i Paesi più inquinanti: se in media, infatti, consumiamo un pianeta e mezzo all’anno, in Italia ne divoriamo ben 2 e mezzo. Il WWF segnala come da noi ormai il 50% delle coste presenti danni seri a causa di erosione costiera e cementificazione selvaggia per turisticizzare le località di mare.

A sottolineare la gravità della situazione è lo stesso astronauta Kuipers, che scrive nel rapporto “Abbiamo un solo pianeta. Da qui riesco a vedere l’impronta dell’umanità, tra cui gli incendi delle foreste, l’inquinamento atmosferico e l’erosione del suolo e delle coste – le sfide che si riflettono in questa edizione del Living Planet Report . Mentre ci sono pressioni insostenibili sul pianeta, abbiamo la possibilità di salvare la nostra “casa”, non solo per il nostro beneficio, ma, soprattutto, per le generazioni a venire”.

Aggiunge il direttore scientifico del WWF Italia, Gianfranco Bologna: “”Viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione. Stiamo utilizzando il 50 per cento di più delle risorse che la Terra può produrre  e  se non cambieremo rotta il numero crescerà rapidamente – entro il 2030 anche due pianeti non saranno sufficienti. Nel 1970 sottraevamo annualmente materie prime dalla Terra per circa 30 miliardi di tonnellate, oggi siamo a quasi 70 miliardi. Come hanno indicato i maggiori scienziati internazionali che si occupano di scienze del sistema Terra, ci troviamo in un nuovo periodo geologico (un battito di ciglio rispetto ai 4.5 miliardi di anni di vita del nostro Pianeta) definito Antropocene perché l’intervento umano produce effetti equivalenti alle grandi forze della natura che hanno modellato il Pianeta stesso quando però non era abitato da più di 7 miliardi di esseri umani” (fonte: www.greencity.it).

Ecco dunque dove l’umanità sta conducendo la Terra. Allarme WWF che ha preparato anche una serie di iniziative per cercare di salvare il pianeta, divise in 5 punti essenziali: proteggere la biodiversità, produrre con tecniche ecologiche, consumare in maniera più razionale, orientare meglio i flussi finanziari e gestire le risorse naturali con più criterio.

L’intera indagine “Living planet report 2012” verrà discussa in occasione del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Rio de Janeiro dal 20 al 22 giugno.

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