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15 Maggio 2012

Ca’ foscari ai vertici della classifica miur

Ca’ Foscari è ai primi posti della classifica MIUR che valuta i risultati della programmazione triennale delle università (DM 50/2010 e D.M. 345/2011) e si aggiudica dal Ministero, per il 2012, un importo pari a 530mila euro.

La valutazione, diffusa dal MIUR nei giorni scorsi, prende in esame le perfomance degli atenei (anno di riferimento 2010) in cinque ambiti: didattica, ricerca, servizi agli studenti, internazionalizzazione, fabbisogno di personale.

La valutazione del MIUR premia Ca’ Foscari: l’ateneo veneziano si piazza al 4° posto della classifica complessiva(guadagnando 5 posizioni rispetto al 9° posto del 2011) e conquista inoltre il 1° posto nella classifica che valuta l’indice di variazione dei risultati; nel confronto fra le perfomance del 2009 e del 2010, infatti, l’ateneo veneziano risulta quello che ha migliorato di più il proprio rendimento insieme a Insubria, Teramo e Politecnico di Torino.

L’importo assegnato a Ca’ Foscari, 530mila euro, incide per l’1,45 per cento sui 36milioni di euro complessivi che il MIUR andrà ad assegnare a tutti gli atenei. Un valore percentuale in crescita: nel 2011 il ‘peso’ di Ca’ Foscari era pari all’1,42 per cento (nel 2010 era pari a 1,18).

Le aree in cui l’università di Venezia ha prodotto i migliori risultati sono la ricerca (progetti PRIN e FIRB), le spese del personale,l’offerta di stage esterni agli studenti.

Il Rettore di Ca’ Foscari Carlo Carraro: «Sulla base degli indicatori valutati, a livello assoluto il nostro ateneo nel 2012 scala 5 posizioni, salendo dal nono al quarto posto nella performance riguardante la programmazione triennale.  – Siamo quarti dietro Politecnico di Torino, Trento e Politecnico di Milano – afferma Carraro  – Ma è importante il balzo in avanti, se guardiamo la classifica di chi ha migliorato di più rispetto all’anno precedente; qui siamo primi a pari merito con Politecnico di Torino, Teramo e Insubria. Un risultato che ci fa ben sperare e premia lo sforzo di Ca’ Foscari a progredire nelle aree-chiave dell’attività universitaria».

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