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11 Maggio 2012

Cooperazione scientifica Italia – Mozambico

La cooperazione scientifica tra Italia e Mozambico si sta ampliando e rafforzando grazie anche all’impegno dell’Università di Sassari, capofila di un progetto di formazione e aggiornamento dei ricercatori del Centro di Biotecnologia dell’Università Eduardo Mondlane (UEM) di Maputo.

Lo ha affermato il Ministro degli Affari Esteri Giulio Terzi che si è recato, lo scorso 4 maggio, al Centro di Biotecnologia dell’UEM, dove è stato ricevuto dal Rettore dell’Ateneo Orlando Quilambo, dal direttore della struttura Luis Neves, dai professori Piero Cappuccinelli dell’Università di Sassari e Mauro Colombo dell’Università La Sapienza di Roma.

Nel corso della visita il Ministro Terzi ha avuto modo di osservare direttamente le attività di ricerca del Centro e di conoscere più da vicino i risultati del programma di cooperazione. Il progetto ha avuto un finanziamento complessivo di 1 milione e 600mila euro, di cui due terzi a carico della Cooperazione Italiana e i rimanenti distribuiti, in modo pressoché equo, tra Sardegna Ricerche, tre università italiane (Roma Sapienza, Pisa e Sassari) e il Centro di Biotecnologia della UEM.

Le attività sono cominciate nel settembre del 2010, in continuità con precedenti iniziative promosse dal Ministero (presente in Mozambico già dagli Anni Novanta), e si concluderanno nello stesso mese del 2013. “L’obiettivo principale – spiega il professor Cappuccinelli – è quello di potenziare il Centro, perché diventi un’infrastruttura di formazione avanzata e di ricerca scientifica sostenibile, in grado di produrre innovazione tecnologica e aggiornamento permanente della conoscenza, applicabile ai piani di lotta alla povertà del Paese”.

A distanza di un anno e mezzo circa dall’inizio delle attività, sono stati raggiunti alcuni risultati molto importanti: è stato attivato un master biennale in Biotecnologia per giovani laureati, di cui 13 sono iscritti al primo ciclo e 8 al secondo, sono stati coinvolti 20 ricercatori della UEM all’interno di un ciclo di metodologia della ricerca nell’area biotecnologica secondo standard internazionali. Sono state poi avviate, attraverso il ricorso a tecniche innovative, undici linee di ricerca in tre settori che in Mozambico presentano ancora gravi criticità: diagnosi ed epidemiologia molecolare delle malattie trasmissibili, genetica delle popolazioni e controllo ambientale.

Infine grossi passi in avanti sono stati compiuti in termini di potenziamento e adeguamento degli standard operativi e di sicurezza dei laboratori. Oltre alla manutenzione delle infrastrutture, sono stati predisposti dei locali per la gestione integrata del Centro di Biotecnologia e un’altra per la Direzione del Master. E’stata poi completata la ristrutturazione della rete informatica, garantita la fornitura di equipaggiamento del laboratorio e di strumentazione scientifica, rimessa a nuovo l’aula per le lezioni teoriche di bioinformatica, organizzato un sistema di manutenzione preventiva del territorio.

“All’interno di un progetto di cooperazione il nostro compito è quello di accompagnare il cambiamento affinché poi la struttura possa avanzare con le proprie gambe – evidenzia Cappuccinelli – in questo senso tengo a sottolineare, per esempio, che l’UEM assumerà 7 dei ricercatori che abbiamo contribuito a formare e amplierà il Centro di Biotecnologia e ancora la disponibilità del Ministero della Scienza e Tecnologia a cofinanziare il nostro Master e ancora le collaborazioni con il Ministero della Salute e altri istituti di ricerca internazionali”.

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