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31 maggio 2012

Cosenza- Huston andata e ritorno, per favore

Prendete una giovane donna, aggiungete una forte curiosità, una grande passione per la ricerca bio medica e tanta voglia di fare e di crescere. Ecco a voi Ines Barone, trentunenne calabrese, testimonial dell’AIRC e particolare caso di così detto cervello in fuga.

Iscritta alla Facoltà di Farmacia e Scienze della nutrizione e della salute all’Università della Calabria, a pochi passi dalla laurea inizia a frequentare i laboratori di Patologia generale per la compilazione della sua tesi sperimentale. Da subito spinta solo dalla curiosità, in seguito ha sviluppato un interesse viscerale per questo tipo di ricerca, unito alla voglia di collaborare al reale progresso scientifico.

Una volta laureata focalizza i suoi studi e le sue ricerche sulla comparsa e progressione del carcinoma mammario. Il grande impegno e le sue ottime capacità le fanno ottenere, nel 2007, a soli 26 anni, una borsa di studio post-dottorato a Huston, in Texas, presso il Baylor College of Medicine.

L’America le ha dato un’enorme opportunità, che Ines non si è lasciata sfuggire ma, nel 2010, dopo tre anni di esperienza all’estero, la ricercatrice decide di rientrare, di far ritorno a casa. Si dice felice della scelta fatta, ora detiene una borsa di studio Marie Curie- AIRC, fornitale dalla Comunità Europea insieme con l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro. Stanziamenti del genere hanno durata di due anni e vengono messi a disposizione per incentivare i ricercatori italiani al “rientro in patria”.

La Dottoressa Barone lavora attualmente presso la piccola università in cui ha conseguito la laurea, a Rende. Continua le sue ricerche, la sua battaglia contro il cancro in questo centro che, come racconta a Vanity Fair (Ndr), potrebbe apparire di basso livello ma in realtà è tutto il contrario: il centro è nato grazie allo sforzo e alla fede di un piccolo gruppo di persone che, con tenacia e caparbietà, si sono unite, una volta rientrate tutte dall’estero, per dar vita a questo mini-paradiso. La ricercatrice ci tiene comunque a sottolineare che l’aiuto proveniente dall’AIRC è fondamentale per quelli come lei. Purtroppo in Italia i fondi pubblici per la ricerca scarseggiano o, addirittura, sono del tutto assenti, a differenza dell’America dove i mezzi, le attrezzature ed il denaro sono pressoché illimitati e dove le possibilità di carriera sono di gran lunga più rosee.

Nonostante questo enorme gap la giovane Ines Barone ha deciso di tornare. Per quanto il Baylor College le abbia fatto allettanti offerte per restare lei ha scelto l’Italia, la famiglia, la sua Calabria. Ha voluto dimostrare un qualcosa di eccezionale: la possibilità, creduta spesso inesistente dai più, di condurre ricerche di qualità e rilievo anche nella nostra nazione dai fondi scarni.

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