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Gli Alieni della porta accanto

Redazione Controcampus 10 Maggio 2012
R. C.
26/09/2021

Il risveglio dell’uomo e il trionfo della nuova scienza.



Negli ultimi tempi si sta assistendo ad un vero e proprio esodo dai dogmi della scienza ortodossa.

Nuove teorie e sensazionali scoperte echeggiano gli adagi del trionfo dell’avveniristica scienza moderna.

Ciò che prima sembrava essere un tabù, adesso è osservato, analizzato e pesato con metodologia induttiva. Ciò che oggi è assurto a rango d’ipotesi accreditabile, ieri era etichettata quale pura e logora fantasia. Il mondo sta cambiando rapidamente. L’umanità sta imparando ad ampliare le proprie vedute. A rendere ancor più sublime il risveglio della scienza è il coraggio degli scienziati. Molti scienziati, infatti, abbandonati i timori e le reticenze del passato, tendono a rivelare ed a sposare, con schiettezza, convinzioni e teorie pan-ufologiche. Si pensi a Gerald Joyce, biologo molecolare dell’Istituto Californiano Scripps, ed alle sue recenti dichiarazioni: “E’ del tutto improbabile che le forme di vita terrestri siano le uniche ad aver avuto successo nella galassia”. In barba allo scetticismo ventilato dai suoi colleghi del passato, il biologo ha espresso con onestà intellettuale e realismo, segnali d’apertura a beneficio del credo extraterrestre.

Tuttavia, Joyce sostiene che per individuare forme di vita extraterrestre si dovrebbero ipotizzare nuove e differenti teorie evolutive. Il suo studio, pubblicato sulla rivista Plos Biology, trae origine dalla recente scoperta di innumerevoli pianeti adatti ad ospitare la vita. Secondo Joyce, la vita sulla Terra sarebbe conseguenza logicamente prevedibile del cosiddetto brodo primordiale di fattori chimici idonei a generare molecole auto-replicanti in un ritmo d’unità d’informazioni deossiribonucleiche, paragonabili a bit. Il problema, spiega Joyce, è che le forme di vita terrestri, derivando dalla combinazione di questi bit, appaiono tutt’altro che originarie: “Nessuna forma di vita veramente nuova è stata scoperta, né in ambienti estremi sulla Terra né su altri pianeti.

Pertanto, solo una forma di vita che fosse in grado di svilupparsi direttamente da un’osmosi chimica priva di bit dovrebbe essere considerata nuova fin dall’inizio”. In sostanza, per il biologo molecolare, la ricerca di forme di vita extraterrestre dovrebbe scaturire dalla nascita di una nuova biologia. Seppur ampiamente condivisibile, la teoria di Joyce, come molte altre d’altronde, presenta alcuni lati oscuri. Al di là delle ragionevoli ed obiettive aperture a beneficio del credo extraterrestre, nella teoria formulata dal biologo non sembra esservi spazio per ipotizzare l’esistenza di forme di vita extraterrestre già evolute. Molti scienziati, infatti, quando trattano simili argomenti tendono quasi sempre ad ipotizzare che le forme di vita non terrestre debbano essere meno evolute degli uomini.

Ciò dimostra quanto l’umanità dipenda da logiche assolutiste, e come non si sia ancora epurata da visioni antropocentriche e retrograde. Al di là del divide et impera tra la presunta perfezione dell’umanità terrestre e la supposta inferiorità evolutiva delle altre forme di vita cosmiche, sarebbe giusto ipotizzare anche l’esistenza di un terzo gradino biologico. Spesso, le aporie tra “guelfi e ghibellini”risultano foriere d’obnubilazione, oblio e reticenza ed appaiono inclini ad indurre la più aperta delle mentalità fra gli irti grovigli del caos. Pertanto mi chiedo: non sarebbe più logico ipotizzare da un lato l’esistenza di forme di vita extraterrestre primordiali e dall’altro quella d’esseri viventi già evoluti? Prima di provare a rispondere a questa domanda, occorre rispolverare alcuni principi fondamentali.

Le teorie sull’origine della vita. Secondo le tre principali correnti di pensiero, la vita sarebbe stata creata da un ente soprannaturale ( creazionismo ), sarebbe stata importata sulla Terra dallo spazio attraverso le comete (panspermia), oppure si sarebbe originata in modo spontaneo da materiale non vivente sul nostro Pianeta ( generazione spontanea ).

La teoria della generazione spontanea fu ipotizzata, ab imis, da Aristotele e poi ripresa e confutata nel 1863 da Pasteur, il quale dimostrando le contraddizioni dell’abiogenesi, chiarì che le forme di vita non possono non derivare da altra vita. Tuttavia, i sostenitori della teoria evoluzionista darwiniana appaiono inclini ad abbracciare l’ipotesi abiogenetica, specie per spiegare i meccanismi posti alla base delle prime fasi dello sviluppo e del meccanicismo immanente della Selezione Naturale.

Il creazionismo, invece, trae origine dai testi sacri e dalla fede in Dio, divina intelligenza onnipotente generatrice dell’universo. Confidando nella purezza dei testi sacri, ed interpretandone il significato più simbolico, l’uomo ed il sistema solare dovrebbero essere intesi quali elementi non esclusivi della Creazione. In altre parole, l’umanità è il frutto del potere generativo dell’Onnipotente, ma non è detto che sia l’unica forma di vita presente nell’universo. Anche questa ipotesi non è scarna d’esegesi. Si pensi che i primi nemici del creazionismo furono addirittura i presocratici. Essi non credevano ad un Ente Soprannaturale, ma cercavano le origini della vita in qualcosa di più tangibile, come l’atomo, l’acqua o l’aria. In un certo senso, Darwin fu un moderno presocratico. La teoria cosmozoica o della panspermia, invece, fu formulata dal fisico Arrhenius nel 1907, e ripresa con sagacia dall’astrofisico Fred Hoyle. Quest’ultimo, autore del libro Evolution from space, negli anni ’80 in un’intervista concessa alla rivista scientifica Omni, disse : ”La vita ha avuto origine moltissimo tempo fa, molto prima del mare e della Terra, molto prima delle stele. La vita va fatta risalire all’origine dell’universo che, a mio giudizio, è vecchissimo. In quale maniera ha avuto origine è naturalmente un grande problema. Non ritengo affatto che sia cominciata qui sulla Terra. Sulla base delle osservazioni astronomiche sappiamo che esiste la vita nello spazio, questo mi pare fuori dubbio. Inoltre, sappiamo anche che la vita arriva sulla Terra in quanto io stesso ho visto la vita nelle meteoriti, nei frammenti di materia provenienti dallo spazio. Sappiamo anche che la composizione delle comete è molto simile a quella della materia vivente. Sappiamo quindi come la vita è arrivata qui, ma per quanto riguarda il modo in cui ha avuto origine è un po’ come chiedersi come ha avuto origine l’intero universo”. Dalle parole dell’astrofisico emerge una chiara ed edulcorante certezza: la vita sulla Terra trae origine da un intervento esterno, dalle comete per l’esattezza, e non può essersi generata spontaneamente. Ciò dimostra come già negli anni ottanta, le teorie ortodosse sulla nascita della vita apparivano in crisi. A non credere all’ipotesi del brodo primordiale di molecole prebiotiche nate in modo estemporaneo, è anche il Premio Nobel Francis Crick, scopritore della struttura a doppia elica del Dna. La sua tesi appare del tutto avanguardista. Per il Premio Nobel, infatti, le origini della vita andrebbero ricercate nella panspermia guidata, ovverosia nell’intervento di una civiltà d’inseminatori extraterrestri intenti ad inviare microrganismi nei pianeti abitabili. A mio avviso, a giudicare dagli schizofrenici cambiamenti di rotta a cui la scienza ci ha da sempre abituato, non è escluso che in futuro l’ipotesi formulata da Crick possa godere dei consensi della comunità globale. Soffermiamoci un istante sul fenomeno degli ufo, od ovni.

Il fenomeno degli Ufo. Ogni anno vengono segnalati migliaia di avvistamenti di ufo provenienti da tutto il mondo. Nella maggior parte dei casi si tratta di falsi o di fenomeni del tutto spiegabili. Tuttavia, esistono anche alcuni documenti che la scienza non ritiene spiegabili. La storia ufficiale degli oggetti volanti non identificati affonda le sue radici nel discusso caso di Roswell. Era il 1947, pochi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale. Di recente, l’ex astronauta Edgar Mitchell ha rivelato che i fatti di Roswell sono reali, veri e documentati. Ma cosa accadde a pochi anni di distanza da quegli eventi? Non tutti ricorderanno che nel 1969, dopo due anni di ricerche finanziate dall’aviazione militare degli Usa, uno studio coordinato dal prof. Edward Condon dell’Università del Colorado, decretò la fine degli Ufo. La dichiarazione ufficiale fu la seguente: “ Nulla è derivato dallo studio degli ufo che possa rappresentare un apporto al sapere scientifico. Nessuno degli oltre settantamila avvistamenti di ufo è attribuibile a navi spaziali extraterrestri controllate da esseri intelligenti”. Ma tali dichiarazioni non sortirono l’effetto auspicato. Molti continuarono a credere, qualcuno continuò ad osservarli di persona, e pochissimi, come Adamski, non smisero di comunicare direttamente con loro. Verità o menzogna? Questo è il problema. Bisogna dire, però, che dal 1969 persino alcuni scrittori cattolici iniziarono ad interessarsi al fenomeno, trovandone indizi e riferimenti nella Bibbia. Dal punto di vista psicologico, a mio avviso, il fenomeno ufo deve essere analizzato con molta cautela. L’umanità non è ancora in grado di discernere il vero dal falso, e si lascia affascinare dagli ufo perché gli avvistamenti soddisfano un’aspettativa ora magico-religiosa, ora estetico- formalista. Oggigiorno, molte cose sono cambiate. L’umanità progredisce passo dopo passo, e comincia ad unire i pezzi del puzzle. Qualcuno si è già reso conto della mancanza di alcuni tasselli nevralgici. Quando anche gli altri se ne renderanno conto, forse, la verità potrà venire a galla. Ritorniamo al quesito iniziale.

Conclusioni e teoria degli alieni della porta accanto. L’ipotesi secondo la quale potrebbero esistere esseri viventi non terrestri, ma già evoluti appare del tutto incline non solo al creazionismo, ma anche alla panspermia guidata. Dal punto di vista logico, Dio potrebbe aver creato noi, e prima di noi altre razze più evolute disseminate nell’universo, o magari sulla Terra. Dal punto di vista religioso, invece, siamo già stati resi edotti dell’esistenza di altre forme di vita attraverso i racconti biblici. Ora, il dilemma è qualificare, confrontare e magari provare ad unire le effigi degli angeli e quelle dei messaggeri interplanetari extraterrestri. Ma la cosa appare tutt’altro che semplice. Tuttavia, potrebbe trattarsi di esseri che vivono in dimensioni diverse dalla nostra, e pertanto non qualificabili. Anche la panspermia guidata di Crick appare idonea a giustificare la tesi di partenza. Se le comete fossero state guidate verso la Terra da intelligenze superiori ed evolute, l’umanità avrebbe avuto il pregio di essere stata generata per volontà di Dio, ma tramite l’ausilio di civiltà extraterrestri anteriori alla vita sulla TerraCiò dimostra come la ricerca di altre forme di vita nell’universo, non riguardi i soli microrganismi prebiotici di Joyce, ma anche esseri con capacità intellettive e ritmi evolutivi simili o superiori ai nostri. A mio avviso, quindi, sarebbe errato limitare a priori il campo della ricerca extraterrestre che, per ragioni sostanziali invece, deve essere considerato infinito ed aperto ai calcoli della probabilità. E non è escluso nemmeno, che alcuni di questi esseri vivano con noi sulla Terra da sempre. Molti ufologi, come lo spagnolo Benitez e l’italiano Perego, sostengono che gli oggetti volanti non identificati e i grigi provengano da basi sotterranee. Secondo questi fautori della teoria degli alieni della porta accanto, l’uomo non sarebbe mai stato solo sulla Terra, ma sarebbe da  sempre in compagnia di altre razze. Sarà vero? Sarà il caso di credere alla teoria degli Alieni della porta accanto?  Ai posteri l’ardua sentenza.

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Il suo successo si riconosce da subito, principalmente in due fattori; i suoi ideatori, giovani e brillanti menti, capaci di percepire i bisogni dell’utenza, il riuscire ad essere dentro le notizie, di cogliere i fatti in diretta e con obiettività, di trasmetterli in tempo reale in modo sempre più semplice e capillare, grazie anche ai numerosi collaboratori in tutta Italia che si avvicinano al progetto. Nascono nuove redazioni all’interno dei diversi atenei italiani, dei soggetti sensibili al bisogno dell’utente finale, di chi vive l’università, un’esplosione di dinamismo e professionalità capace di diventare spunto di discussioni nell’università non solo tra gli studenti, ma anche tra dottorandi, docenti e personale amministrativo. Controcampus ha voglia di emergere. Abbattere le barriere che il cartaceo può creare. Si aprono cosi le frontiere per un nuovo e più ambizioso progetto, per nuovi investimenti che possano demolire le barriere che un giornale cartaceo può avere. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto