• Google+
  • Commenta
21 Maggio 2012

I ricercatori del DSTA partecipano da domenica ai rilievi sul terreno

 Da domenica 20 maggio i dottori Franz Livio e Roberto Gambillara, ricercatori dell’Università dell’Insubria, Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia, sono in Emilia Romagna nelle zone colpite dal terremoto, per effettuare i rilievi geologici in fase emergenziale per valutare l’andamento della crisi sismica. Gli studiosi – coordinati dal professor Alessandro Michetti, docente di Geologia presso lo stesso Dipartimento – da qualche tempo conducono degli studi sulla zona colpita dal sisma, zona definita dai geologi “Dorsale Ferrarese”, «questa struttura è oggetto di studi da parte di vari gruppi di ricerca italiani, fra i quali il nostro Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia-DSTA, che svolge dall’aprile 2005 proprio in quell’area al confine fra Brescia, Cremona, Modena e Ferrara, analisi paleosismologiche – vale a dire l’analisi dei terremoti del passato sulla base dei loro effetti geologici al fine di valutare la pericolosità sismica di un’area» spiega il professor Michetti, che domani (22 maggio) raggiungerà i colleghi nella zona epicentrale del terremoto.

 

«La Dorsale ferrarese rappresenta un pezzo di Appennino collinare che non vediamo solo perché è nascosto dai depositi  alluvionali dei fiumi che scorrono in quest’area (Enza, Secchia, Panaro e  Reno), basterebbe però solo togliere i sedimenti che lì si sono depositati negli ultimi 15000 anni, e ci troveremmo davanti un paesaggio del tutto simile a quello delle colline bolognesi o modenesi o reggiane o parmensi. Il terremoto quindi, non è una novità anche per questa zona – aggiunge il professor Michetti – storicamente, i più forti eventi verificatisi nella Dorsale Ferrarese, sono di Intensità tra il VII-VIII della scala MCS (Mercalli – Cancani – Sieberg) e in particolare essi si sono verificati nel 1806, nel 1810, nel 1832 e nel 1928. I dati di tettonica attiva, ci mostrano però – come descritto in un nostro lavoro ora in corso di stampa – che la Pianura Padana (e quindi anche quest’area) non è dissimile dalle altre aree sismiche del territorio nazionale. Pertanto – conclude Michetti – con i dati oggi in nostro possesso possiamo escludere il verificarsi di terremoti di Magnitudo superiore a 7; ma nello stesso tempo non possiamo escludere nell’area epicentrale del terremoto di ieri notte scosse di Magnitudo intorno a 6.0-6.5 e quindi Intensità del IX grado MCS».

Google+
© Riproduzione Riservata