Intervento al seno? Una nuova legge per le giovanissime

Redazione Controcampus 28 Maggio 2012

La chirurgia plastica estetica ha come obbiettivo correggere e migliorare  ciò che noi consideriamo difetti, anomalie, imperfezioni.

Le parole chiavi di questo settore sono armonia e proporzione. Chi ricorre ad un intervento estetico è, essenzialmente, per aumentare la propria autostima ed acquistare sicurezza.

Oggi l’estetica sembra essere tutto e quindi più difficilmente si accettano i propri difetti. Per questo si cerca di correggerli in tutti i modi. Le motivazioni comunque possono essere varie dovute sia a scopi funzionali che psicologici.

La mastoplastica additiva. L’intervento più frequente nelle donne è la mastoplastica additiva. Per un seno piccolo, asimmetrico o per una gravidanza o per il semplice trascorrere del tempo si decide di ricorrere al chirurgo. In questo caso è previsto per aumentare il volume del seno l’inserimento di protesi al silicone. Varie le forme e le dimensioni a seconda dell’esigenza. In genere, però, è il chirurgo a indicare quelle più consone alla propria natura.

Le protesi. Esse sono formate da un involucro di silicone contenente poi gel di silicone. Queste possono essere riempite anche con Idrogel o essere avvolte con il Poliuretano. Ovviamente l’aspetto più importante è la qualità. Bisogna garantire che in caso di rottura della protesi il silicone non deve circolare ma deve rimanere estremamente coeso. La forma della protesi può essere rotonda o anatomica. Quest’ultima forma, cioè ovoidale, è preferibile perché conferisce un aspetto più naturale essendo sfumata nella parte superiore.

L’intervento. Tutto parte da una visita in cui il dottore andrà ad esaminare seno e qualità di pelle tenendo presente quali sono le aspettative del paziente e qual è invece il possibile risultato finale. Questi due aspetti, infatti, non sempre coincidono. Dopo di che verrà scelto il tipo di intervento che varia a seconda della misura del seno. Tre le modalità per inserire le protesi:

–          Nel solco sottomammario e le protesi utilizzate sono anatomiche. Le cicatrici sono per lo più invisibili.

–          Sotto l’ascella. In questo caso l’intervento è più doloroso e c’è il rischio che i vasi linfatici si possano danneggiare.

–          Intorno all’areola mammaria dove le cicatrici scompariranno col tempo.

Sarà ovviamente una scelta del chirurgo in che modo operare, quale tecnica utilizzare.  L’intervento in genere avviene in modalità di Day Hospital. Quindi la permanenza nella struttura è di poche ore. L’anestesia può essere locale o generale.

Dopo l’intervento. La paziente dopo essersi sottoposta all’intervento dovrà indossare per alcune settimane un reggiseno compressivo più noto come reggiseno sportivo. Saranno vietati movimenti bruschi né  si potranno svolgere attività sportive. Saranno necessarie poi alcune visite di controllo.

Rischi e complicazioni della mastoplastica.  Non è stato dimostrato che la mastoplastica additiva sia causa di un possibile cancro alla mammella o di altre malattie. Rimane la possibilità di allattare anche dopo l’intervento. L’unico rischio è la contrattura capsulare. Il proprio organismo una volta inserita la protesi forma una capsula intorno ad essa. In alcuni casi questa capsula si contrae e il seno diventa duro. Questo comporta la sostituzione della protesi che in genere avviene ogni 10- 15 anni. Il risultato è quindi duraturo ma non eterno.

Prezzi e costi. I prezzi variano a seconda della protesi. In genere i prezzi partono dai cinquemila euro fino ad arrivare a sette- ottomila euro.

Una nuova legge. Il ministero della Salute emanerà a breve, entro sei mesi, un decreto al fine poi di fornire tutte le informazioni necessarie dell’intervento: durata dell’intervento, il materiale utilizzato, indicare l’etichetta del prodotto, gli effetti collaterali e anche l’influsso di tumori mammari. Una volta raccolti i dati nel registro nazionale dovrà essere presentata al Parlamento una relazione.

Il provvedimento era stato richiesto dall’ex ministro della Salute Ferruccio Fazio, sostenuto dal sottosegretario Francesco Martini. La Camera aveva già votato a favore il 22 dicembre 2010. A dare una forte spinta fu lo scandalo del 2011 delle protesi francesi contraffatte Pip. Queste, infatti, erano state ricavate da sostanze dannose per la salute. Il Senato per le gravi conseguenze che queste protesi portavano al paziente decise per l’inasprimento della pena per una somma che variava da i 5 a 20mila euro.

Interventi sulle minorenni no. Non è prevista alcuna tolleranza per i chirurghi che decideranno di operare ragazze con un’età inferiore ai 18 anni. Due i motivi principali. Per una maggiore consapevolezza all’intervento a cui ci si sottopone e per lo sviluppo. Uno sviluppo essenzialmente ancora non completo per una giovane ragazza. Chi, invece, deciderà di operare nonostante il divieto dovrà pagare una multa fino a 20mila euro e tre mesi di sospensione dell’attività.  L’intervento rivolto alle minorenni è ammissibile solo nei casi di gravi malformazioni congenite.

Favorevole al provvedimento è Giuseppe Palumbo, presidente della commissione: “Nel momento in cui ci sono degli accorgimenti riguardanti la salute e la sicurezza del cittadino è giusto che anche la politica si accordi a ciò”.

 Anche l’ex sottosegretario Martini è favorevole al provvedimento. “Ormai è finalmente giunto il momento, dopo anni d’attesa, di giungere ad un effettivo controllo sugli interventi di mastoplastica additiva. Una grande conquista per le donne. Un altro aspetto importante è l’impedimento alle giovani ragazze di sottoporsi a tale intervento prima della maggiore età. Sarà fatta eccezione nel caso in cui l’intervento non è ai soli fini estetici ma per una grave deformazione.”

La Commissione Affari Sociali ha già approvato recentemente uno dei tre punti del disegno di legge che prevede anche un fascicolo nazionale e regionale sugli impianti protesici mammari. La legge approvata vieta l’intervento sulle minorenni.

La legge ammessa dall’onorevole Francesca Martini per la creazione di un fascicolo di protesi al seno risulta in sintonia con le nostre prospettive. Per il fatto che da molto tempo stiamo cercando di assicurarci più regole nel nostro settore”, afferma Giovanni Botti, presidente di Aicpe, Associazione italiana chirurghi plastici estetici, che continua: “La grande novità ricollegabile a questa legge riguarda l’obbligo di impianti protesici mammari  solo da parte di specialisti in chirurgia plastica, chirurgia generale e ginecologia o da chi potrà comprovare di aver svolto un’attività equipollente a quella della chirurgia plastica nei recenti cinque anni. Acquisterà maggior rilievo la competenza in un settore che purtroppo eccede di professionisti improvvisati”

Questa nuova legge potrà essere una giusta risposta al noto scandalo delle PIP. In quel caso le donne operate non avevano ricevuto alcuna informazione sul tipo di protesi loro impiantata. Egidio Riggio, chirurgo plastico dell’Istituto Tumori di Milano afferma: “ L’aspetto principale di questa legge è che questa stessa tutela molto di più i pazienti. Prima chi aveva conseguito l’abilitazione come medico poteva già operare in tutta legalità. È stato provato che in Italia molti medici non specialisti operano. Con questa legge la situazione è finalmente cambiata. Soltanto chirurghi specializzati potranno effettuare interventi.”

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto