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8 Maggio 2012

L’ oriente e l’ occidente. Dall’ induismo a Jung

La modernità, con il suo sviluppo scientifico e tecnologico, con la proliferazione dei suoi saperi oggettivi e specialistici, caratterizzata da un diffuso disincanto nei confronti del passato e della tradizione, sfocia sempre più spesso nella meditazione e soprattutto nello yoga, con un’ attenzione sempre più rivolta ad un’epoca segnata dall’ enorme strapotere di un’unica istanza, la coscienza.Dilatata all’inverosimile, resa autonoma e sradicata dalle sue radici inconsce, la coscienza moderna è vittima delle sue stesse prerogative. Frammentata, massificata, disorientata, presentificata, facilmente infiammabile da qualunque “ismo”.

Jung concepisce ogni espressione della società moderna, dalle Guerre Mondiali alle follie individuali, dall’ arte e la letteratura di Joyce e Picasso alla psicoanalisi di Freud fino ai richiami esotici verso altre culture, come un sintomo di sofferenza storica impresso sulla psiche e riflesso da essa.Per Jung solo l’inconscio collettivo era dotato di un potere in grado di controbilanciare il razionalismo della coscienza collettiva moderna. È all’interno di questa frammentazione culturale che prende corpo una tendenza sincretista con conseguente interesse per lo yoga e la meditazione.

L’ università di Roma Sapienza approfondirà proprio questo tema con una giornata studi che si propone di illustrare alcuni aspetti della cultura indiana contemporanea, con particolare riferimento ai problemi storiografici connessi all’immagine dell’identità induista e al confronto tra oriente e occidente sul terreno della spiritualità tradizionale indiana e della psicologia contemporanea.

Parteciperanno all’ evento Dwijendra Narayan Jha, professore emerito della Delhi University che interverrà sul tema: Contesting stereotypes: the case of hindu identity, e Mathew Roy Karawatt, docente del Centro italiano di psicologia analitica che farà luce sull’ argomento: La tradizione yoga e la psicologia junghiana: un confronto.

Le danze non potranno che chiudersi proprio con una danza, la danza Bharatanatyam, danza classica indiana, interpretata da Aranya Narain e accompagnata da Vivek V. Krishna al flauto.

L’ appuntamento è per venerdì 11 maggio 2012 ore 10.00, nella sala Odeion dell’ edificio di Lettere sito in piazzale Aldo Moro 5, Roma

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