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3 Maggio 2012

La metamorfosi digitale: scritture, archivi e filologi.

  “La metamorfosi digitale. Scritture, archivi, filologia”, a Lettere un seminario di studi internazionale e una tavola rotonda il 3 e il 4 maggio

Alla due giorni interverranno linguisti, archivisti, filologi e alcuni autori sardi quali Mannuzzu, Giacobbe, Angioni, Todde, Marrocu e Capitta

Il 3 e 4 maggio la Facoltà di  Lettere di Sassari ospita un seminario di studi internazionale “La metamorfosi digitale. Scritture, archivi, filologia” che mette al centro la riflessione sui cambiamenti che hanno investito la scrittura e gli archivi letterari ai tempi della più importante rivoluzione della comunicazione dall’età di Gutenberg.

L’avvento del chip produce uno scenario inedito, rispetto al quale anche le scienze umane devono avviare un ripensamento del proprio orizzonte disciplinare, degli oggetti di studio e degli strumenti da utilizzare. Se filosofi della comunicazione e psicologi cognitivi si interrogano ormai da anni sul nuovo sistema semiotico introdotto dalla comparsa dei testi digitali (elettronici, multimediali, ipertestuali), anche gli storici della letteratura contemporanea e soprattutto i filologi, sono chiamati a nuove sfide e a prendere in considerazione il fatto che la rivoluzione digitale riguarda il lavoro ecdotico  – che dà conto, cioè, non solo dell’ipotesi di testo elaborata dal filologo, ma anche delle varianti scartate – in entrambi i versanti possibili: quello degli oggetti di studio e, non meno, quello degli strumenti (in altre parole la “filologia degli oggetti digitali” e la “filologia computerizzata”).

Se un tempo gli scrittori vergavano i propri capolavori sulla carta, sempre più spesso gli scrittori contemporanei scrivono le loro opere al computer. Questo fatto, in sé banale, rende oggi più difficile il reperimento delle stesure intermedie, di quelle che i filologi chiamano altrimenti le “varianti d’autore” e che sono indizi e tracce importanti per conoscere meglio un’opera e il suo percorso ideativo. La sostituzione inevitabile della carta con i bit dei file crea uno sconvolgimento impensabile soltanto qualche decennio fa.

Per il seminario sono stati chiamati ad intervenire esperti di fama europea del rapporto tra linguistica, filologia e produzione digitale: Pierre-Marc de Biasi da Parigi, Andrea Bozzi da Pisa e Domenico Fiormonte da Roma,  insieme a italianisti, filologi, archivisti ricollegabili ai più importanti archivi letterari del Novecento Italiano a cui si uniscono le relazioni di giovani studiosi. Ad arricchire il dibattito, con un punto di vista “interno” al laboratorio della scrittura, saranno gli stessi scrittori sardi che chiuderanno la due giorni con una attesa tavola rotonda: Salvatore Mannuzzu, Maria Giacobbe, Giulio Angioni, Giorgio Todde, Luciano Marrocu, Alberto Capitta, coordinati dal professor Marco Manotta, contemporaneista dell’Ateneo sassarese, discuteranno del loro metodo di lavoro e di come e se il computer e la videoscrittura abbiano inciso su di esso in questi ultimi anni.

Tra i promotori del seminario vi sono il professor Aldo Maria Morace del Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari e il professor Duilio Caocci del Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell’Università di Cagliari. Il seminario  – che verrà inaugurato il 3 maggio alle ore 10.00 alla presenza del Magnifico Rettore Attilio Mastino e del Direttore del Dipartimento professor Gavino Mariotti – nasce anche come naturale prosecuzione dell’importante lavoro svolto dal Fondo Autografi Scrittori Sardi che è stato fondato a Sassari nel 2008 e che può ormai vantare l’acquisizione di importanti opere letterarie sarde, a partire dalle famose agende manoscritte del Giorno del giudizio di Salvatore Satta, ma anche degli autori contemporanei che stanno facendo qui confluire i propri archivi letterari.

La natura ibrida di questo archivio, in bilico tra gli autografi tradizionali (manoscritti e dattiloscritti) e i documenti elettronici ha fatto pensare all’opportunità di questo incontro di approfondimento scientifico, a cui è sotteso il tentativo di definire nuove metodologie di conservazione e di studio che saranno utili nell’immediato futuro del Fondo. L’iniziativa è realizzata grazie al contributo del progetto “Creazione di un Fondo Autografi Scrittori Sardi” L.R. 7/2007 (Bando 2008) della Regione Autonoma della Sardegna e del Progetto MIUR FIRB 2006 “A.Le.N.I. – Archivi Letterari del Novecento Italiano”.

 

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