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31 maggio 2012

L’Inferno è un Pianeta che arde

“L’inferno è guardare con gli occhi dell’esperienza le cose in cui credevamo da giovani” F. Kafka.

La vita non lascia certezze, ma offre soltanto la possibilità di scegliere, tra il bene e il male, il futuro della speranza. Quel che conta, alla fine, è avere il coraggio delle proprie scelte, l’amore per le proprie idee e la fiducia nella nuova alba. Nulla è più affidabile di colui che ragiona col cuore. A nulla serve vivere senza dolore.

L’umanità è chiamata a tangere con mano. A percepire l’odore del fuoco. Ad intingersi d’olio rovente. L’inferno è l’inaccessibilità della ragione. I sogni, invece, sono l’essenza della vita, il balsamo necessario a sciogliere i rovi e le insidie della selva oscura: la perdizione.

Ma dov’è l’inferno? Chissà forse è dentro di noi, e non ce n’accorgiamo.

Secondo Dante Alighieri, è una struttura ad imbuto situata al centro della Terra, nel punto più lontano dal Paradiso. A generare la profonda cavità, fu la caduta di Lucifero, l’angelo ribelle.

Nel “Paradiso Perduto” di Jhon Milton, invece, “l’inferno è un’osmosi di torture infinite e diluvi di fiamme nutriti di zolfo sempre ardente, mai consunto”.

Al di là degli afflati poetici della Divina Commedia e del Paradiso Perduto, nella teologia cristiana la parola inferno è sinonimo di luogo dominato dalle fiamme e dalle tenebre. Insomma, l’unica certezza è che si tratti di un mondo rovente.

Di recente, alcuni ricercatori americani del Massachusetts Institute of Technology della Nasa, hanno scoperto l’esistenza di un piccolo pianeta che evapora a causa delle altissime temperature. Lo studio, pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal, dimostra che il piccolo mondo rovente è situato a circa 1.600 anni luce dalla Terra ed a causa dei 2.000 gradi di temperatura, si sta letteralmente trasformando in un coacervo di gas e di polveri nocive.

Grazie alle analisi dei dati forniti dal satellite Kepler, gli scienziati hanno potuto constatare con certezza matematica l’esistenza di una coltre di gas dovuta all’evaporazione, e calcolare che il pianeta si degraderà entro 100 milioni di anni.

Povero pianeta rovente. Chissà cosa avrà fatto per meritarsi un destino così infernale…

 

 

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