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24 maggio 2012

No agli e-book: nelle università si privilegia ancora la carta

No agli e-book
No agli e-book

No agli e-book

Uno studio dell’Associazione Italiana Editori (Aie) ci comunica che i libri elettronici, per quanto riguarda lo studio, non hanno avuto ancora la meglio e dice no agli e-book!

In un ambiente digitale ormai dominante, nelle facoltà si preferisce comunque il classico libro di testo, dunque la carta. I giovani hanno ormai tutti un pc,uno smatphone ed anche magari un iPad, ma quando occorre studiare, non scelgono gli ebook.

Dallo studio effettuato, è risultato che sono molti i lettori che consumano oltre 9 romanzi ogni anno, mentre altri non leggono affatto. La ricerca dell’Associazione Italiana Editori viene presenta oggi, a Roma, nella facoltà di Architettura a Piazza Fontanella Borghese, nell’ambito della premiazione del concorso è-book.

Lo studio che dice no agli e-book, denominato “Passare la notte sull’ebook? Studenti universitari, manuali per lo studio e nuove tecnologie”  , è stato effettuato su un campione di circa duemila persone suddivise tra atenei del nord, del centro e del sud, isole comprese ed ha affermato che fra gli interpellati, di cui l’età media è 23 anni, non ama molto leggere su schermo. Il Presidente del Gruppo Accademico Professionale di Aie, che raccoglie i 140 editori di testi per gli atenei italiani, spiega che “I veri nativi digitali arriveranno, ma per ora non frequentano l’università” poiché “Chi studierà su display per conseguire una laurea è chi oggi sta imparando su tablet alle medie e familiarizza con la tecnologia fin da piccolo. È un modo di apprendere completamente diverso. Non a caso gli studenti che abbiamo intervistato stampano sempre su carta quel che prendono dal digitale”.

I classici manuali vengono, infatti, ancora usati dall’81.4 per cento degli universitari. A seguire troviamo gli appunti presi durante le lezioni – strumento adoperato dal 63.8 per cento – e poi le immancabili fotocopie che, seppure illegali, vengono utilizzate dal 41.5 per cento degli intervistati. Ciò che cambia rispetto al passato è l’uso del materiale didattico messo online dagli atenei e adoperato da poco meno del 60 per cento degli studenti. Dunque cosa accade per gli e-book? Che vengono letti soltanto dal 19,9 per cento dei giovani intervistati. “La tecnologia in generale è destinata all’intrattenimento e alla socializzazione”, continua Mirka Daniela Giacoletto Papas. Il 99,5 per cento ha il computer, il 48,9 per cento lo smartphone. Solo l’11,5 possiede un e-reader e il 13,5 il tablet. Ma sono tutti sui social network, a partire da Facebook che può contare sull’86,9 per cento degli intervistati, seguito da Twitter con il 40,8 e Google+ con il 29,1.

Soltanto il 7,9 per cento non è iscritto a nessun social network, contro il 4,4 che è presente in tutti. Altro dato rilevante è che gli studenti sono lettori forti. Quasi un terzo legge fra i cinque e gli otto libri l’anno sono da intendersi oltre ai testi per lo studio. Un buon 18 per cento, però, si spinge fino a 12 romanzi o saggi, poco meno del 20 per cento va addirittura dai 13 ai 24 libri, e l’11,6 ne consuma ancora di più. Al contrario, due su dieci dichiarano di non aprire altro volume al di fuori di un testo di esame ed a questo proposito la presidente di Aie “Questa sarà la classe dirigente di domani, 12 libri l’anno sono pochi. In Inghilterra e in Francia gli indici di lettura sono più elevati”.

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