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24 Maggio 2012

Non dimenticare la strage di via D’Amelio a Capaci è un obbligo!

Paolo Borsellino e Giovani Falcone ricordati dagli studenti
Non dimenticare la strage di via D’Amelio

Non dimenticare la strage di via D’Amelio

Non dimenticare la strage di via D’Amelio: è questo il messaggio che studenti universitari lanciano per quanto è accaduto in passato che non può essere scordato!

Sono trascorsi 20 anni dalla strage di via D’Amelio a Capaci, dall’attentato in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della loro scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.

L’Università di Palermo per ricordare l’accaduto e le vittime ha organizzato una rappresentazione teatrale intitolata “La Gratitudine”, svoltasi ieri alle 21:30 presso il Complesso Monumentale di Steri. L’evento è stato eletto a testimone dell’impegno civile degli studenti palermitani, all’organizzazione e rappresentazione di questo hanno collaborato il Conservatorio Bellini e il Laboratorio di Poetica della Facoltà di Lettere e Filosofia della città.

Il teatro non è stato l’unica fonte di ricordo della strage. La Facoltà di Scienze Politiche ha proiettato, lo scorso martedì, un documentario sul giudice ucciso dalla Mafia, “La solitudine del giudice Falcone”, il quale è stato poi l’incipit per una conferenza-dibattito a cui hanno partecipato gli studenti e in cui sono intervenuti, tra gli altri, Tommaso Baris e Giovanna Fiume. La proiezione ed il dibattito hanno avuto luogo nell’Aula Borsellino della facoltà, scelta fatta per sottolineare l’importanza della memoria e del ricordo di queste grandi personalità che hanno perso la vita solo perché proclamavano la legalità e la giustizia.

Naturalmente non si contano, in questi giorni e sempre, le iniziative, simili a queste dell’Università di Palermo, atte a ricordare i delitti della Mafia. Non dimenticare deve essere e rimanere l’imperativo, tutto ciò che aiuta  a mantenere viva la memoria può anche aiutare a progredire nella lotta alla Mafia, può essere utile a far pensare chi fino ad ora magari non lo ha fatto o , se lo ha fatto, lo ha fatto con poca attenzione. In casi come questo possono essere utili le immagini, queste possono fungere da testimoni, documentando l’azione mafiosa, la sua distruzione di vite e famiglie, immagini come quelle in mostra a Roma, dal 13aprile scorso, nella galleria 10b, fotografie di due artiste palermitane, Letizia e Michela Battaglia. Le due donne espongono i loro lavori, testimoni di crudeltà. Le 17 foto in bianco e nero di Letizia sono racconti di crimini efferati dagli anni di piombo al 1992; Miche invece espone 24 istantanee a colori che ritraggono i luoghi in cui sono avvenuti massacri mafiosi.

Foto, documentari, dibattiti, tutto fatto per non dimenticare e far conoscere. Purtroppo però non sembra essere ancora abbastanza, o forse siamo noi a non essere ancora tutti sulla stessa lunghezza d’onda se sui social network si leggono vignette che recitano: “20 da Capaci, 20 anni da incapaci”.

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