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21 Maggio 2012

Piangere sul latte versato: effetto serra e spreco globale

 

Quando parliamo di effetto serra pensiamo alle industrie ed al traffico. Al contrario, dovremmo rivedere totalmente anche le nostre più semplici abitudini quotidiane per liberarci dal fardello non più sostenibile di una società dei consumi e degli sprechi.

Forse questo è l’ insegnamento che lo studio dal titolo Global agriculture and nitrous oxide emissions” vuole dare ai non addetti ai lavori.

La ricerca pubblicata su “Nature climate change” è una valutazione quantitativa delle emissioni di Protossido di azoto (N2O), un gas ad effetto serra prodotto principalmente dall’ agricoltura e dall’ allevamento.

I ricercatori hanno dedicato una parte del lavoro al ruolo che lo spreco di cibo e la produzione di rifiuti possiedono nel generare N2O.

Hanno valutato che nel Regno Unito nel 2009 si buttavano via 360 mila tonnellate (3%) di latte delle 13 milioni di tonnellate prodotte per il consumo domestico creando emissioni di gas serra pari a quelle prodotte da 20 mila automobili. Spreco che per il 99% era evitabile.

Le sfide che il futuro ci prospetta per scongiurare cambiamenti climatici pericolosi attraverso una riduzione drastica delle emissioni di CO2 sono differenti e problematiche. Sono richiesti certamente maggiori livelli di efficienza in agricoltura ed in allevamento.

Gli autori concludono però che si potrebbe ottenere una notevole riduzione delle emissioni di gas serra con delle scelte dietetiche più attente (riducendo l’ uso di carne), evitando lo spreco di cibo e limitando la produzione di rifiuti.

Questo può avvenire solo attraverso una radicale revisione dello stile di vita e delle abitudini soprattutto dei paesi ricchi.

Lo studio è consultabile sul sito web: http://www.nature.com/

 

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