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31 maggio 2012

Stonehenge, cattedrale del Neolitico

Chi di noi non ha presenti le “pietre sospese” di Stonehenge, grandi pietre disposte e allineate ai punti di solstizio ed equinozio nei pressi di Amesbury, Inghilterra?

I megaliti più grandi furono tagliati da una collina distante circa 30 km dal sito archeologico, mentre quelle più piccole provengono dal Galles.

Le prime ricerche sul monumento furono condotte da John Aubrey intorno al 1640, proclamando Stonehenge opera dei Druidi, e attribuendo alla disposizione dei megaliti una funzione astronomica.

Fu l’architetto John Wood ad intraprendere la prima indagine accurata su Stonehenge, nel 1740, considerandolo luogo di riti pagani, smentito in seguito da William Stukeley, il quale non riteneva i Druidi dei pagani.

Meta di turismo di massa, teatro di festival musicali e luogo di culto per i seguaci del Celtismo  e altre religioni neopagane, da sempre soggetto di racconti e leggende, tra storia e magia, Stonehenge non smette di stupire.

Secondo un team di ricercatori dell’Università di Salford, che per quattro anni ha studiato le proprietà acustiche del sito storico, nel Neolitico Stonehenge poteva offrire un’esperienza acustica simile a quella che avvertiamo oggi nel camminare all’interno di una cattedrale, sensazione del tutto nuova per gli uomini del tempo.

Lo spazio, infatti, come ha spiegato Bruno Fazenda, autore dell’indagine, avrebbe reagito all’attività acustica  con grandi vibrazioni e ampi riverberi, anche di un secondo, simili ma non propriamente echi, col risultato di un suono mai udito prima ed impossibile da sentire altrove che probabilmente forniva all’uomo di 5mila anni fa un’esperienza non solo acustica ma religiosa.

La ricerca ha portato alla costruzione di una vera e propria simulazione audio in 3D che consente di sviluppare, attraverso un sistema di 64 canali sonori e voci, la riproduzione del “suono di Stonehenge”, per un viaggio nel nostro “passato acustico”.

 

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