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22 Maggio 2012

Terremoto in Emilia: quando la distruzione si accompagna a un miracolo

Emilia Romagna: 20 maggio, poco dopo l’una di notte. La terra trema. La gente si sveglia ma sembra già essere tutto finito. Una scossa non forte abbastanza da allarmare e debole a sufficienza da convincere le persone a tornare a dormire. Ma i terremoti sono così, imprevedibili e vigliacchi.

Alle 4.05 un’altra scossa di magnitudo 5.9. La terra trema di nuovo e, questa volta, c’è chi non si risveglierà più. Perché i terremoti sono soprattutto questo: distruzione, morte, paura e, alla fine, disperazione. Nessuno resta illeso, tutti perdono qualcosa e se la morte del corpo ha voluto con sé 7 persone, quella dell’anima ha molte più vittime.

Eppure, in questa cornice di desolazione, come il fiore che sboccia nelle avversità, la vita ha voluto il suo miracolo. Chiamatelo destino, fato, divina provvidenza, ma qualsiasi nome gli venga dato, questa storia ha dell’incredibile.

«Mia figlia è sana, non si è fatta nulla», queste sono le parole della mamma di Vittoria, una bimba di 5 anni che, in seguito al terremoto, è rimasta intrappolata sotto le macerie della sua casa a Finale Emilia, nel modenese. Una torre del 1300 è crollata sulla cameretta della bambina che si è salvata per miracolo grazie ad una trave antica che le ha fatto da arco. La madre si trova ora con la figlia nel reparto di pediatria dell’ospedale di Carpi: Vittoria sta bene ed ha riportato solo qualche graffio ad una gamba.

Se da un lato questo può già essere considerato un colpo di fortuna, dall’altro non è che il lieto fine di un vero e proprio segno del destino.

Facciamo un passo indietro e torniamo al momento in cui la torre è caduta sulla casa della piccola Vittoria. La madre, scampata al crollo, si accorge subito che la sua bambina è rimasta sepolta sotto le macerie e, disperata, cerca di mettersi in contatto con  qualcuno che possa aiutarla, ma i numeri di emergenza della zona sono tutti isolati o intasati dalle molte richieste di soccorso.

Presa dal panico prova a telefonare a qualcun altro, alla sua migliore amica, ma sbaglia a digitare una cifra del numero e, per una fortunata combinazione, si rivolge ad un medico italiano che vive a New York. In poco più di mezz’ora, il medico riesce a mettersi in contatto con la questura di Roma e a dare l’allarme. La Capitale allerta subito i vigili del fuoco di Modena e, dal capoluogo emiliano, partono i soccorsi. Dopo circa 2 ore, Matteo Molesini, uno dei vigili arrivati su posto, riesce a liberare la piccola Vittoria che è visibilmente spaventata ma apparentemente illesa, come verrà poi accertato all’ospedale.

Ordinaria amministrazione che, tuttavia, non si sarebbe mai potuta verificare senza il colpo tanto fortuito quanto fortunato di una madre disperata per la vita della propria bambina. Una storia a lieto fine che, almeno in una famiglia, ha cancellato la paura e ha sconfitto la morte.

 

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