MET GALA 2019: data, tema e ospiti al Metropolitan Musuem New York

Redazione Controcampus 4 Maggio 2019

Tutte le novità del MET GALA 2019: data in cui si tiene l'evento, tema di quest'anno, outfit più belli, tema e ospiti, vip e star presenti al Metropolitan Musuem di New York.

Che cos’è il MET Gala? Quali sono le regole da rispettare durante la cena del METGALA?

Ecco una guida per capire le direttive del tema, chi lo presenterà, quando si farà e dove. Un flashback ai look più belli del Costume Institute Gala, ai temi storici e alle star vestite meglio sul red carpet. Foto e video della storia degli otufit delle star al Met. Ogni anno Vogue dedica all’evento una copertina con l’icona della serata e ogni anno Rihanna vince il premio per star best dressed at Met. Chi sarà quest’anno la star che rispetterà il tema? Il red carpet del Met è il più atteso dell’anno, dove le star più cool e glamour del momento si sfidano in questi vestiti. Un ballo in maschera in versione haute couture.

Spesso le tematiche sono state controverse, così come i look e gli outfit delle star. Questo Gala è un fenomeno mediatico di un’importanza gigantesca: si stabiliscono le regole della moda, si calibrano gli stili e nascono nuove icone. Un evento magico.

New York, 6 Maggio 2019. Mancano solo due giorno al Met Ball, l’evento di beneficenza più atteso dal celebrity system. Il tappetto rosso più amato dai media mette in scena la capacità degli stylist e delle star nel riuscire a coniugare perfettamente la moda.

Il tema del Met Gala 2019 è Camp: Notes on Fashion, e il co-hosting cioè la presentazione sarà a carico della direttrice di Vogue Us Anna Wintour, la cantante oscar Lady Gaga e la nuova scoperta rock Harry Styles.

Che cos’è il MET GALA: storia, tema, data e regole del gala di beneficenza più amato dai Vip

Da giorni i social media delle super modelle, delle star, dei designer e degli stylist sono nel mood TB. Il mood throwback, cioè ritorno indietro, ricordo. Tutte le star ricordano i loro look alle edizioni precedenti del Met.

Ci sono star recidive, come Rihanna, le Kardashian, Beyoncé, Blake Lively. Ci sono star nuove, come le super modelle, Ariana Grande, Zendaya. Tutte perfettamente vestite che fanno sognare e si lasciano amare nei loro otufit haute couture.

Il Costume Insitute Gala inaugura la mostra che ogni anno il Metropolitan Museum di New York dedica alla moda. Il tema è sempre insolito e viene scelto da Anna Wintour, direttrice storia e iconica di Vogue US, e Andrew Bolton, curatore responsabile del Costume Institute.

Quest’evento mondano, dove gli stilisti si sfidano per interpretare la loro visione dei temi, nasce nel dopo guerra. Lo scopo del Met Gala è totalmente benefico, e copre i costi delle attività del museo. La celebrità sarà raggiunta con l’imperatrice della moda Diane Vreeland, direttrice di Vogue dal ’62 al ’72, per poi rafforzarsi con la direzione Wintour.

Il gala si tiene sempre il primo lunedì di maggio, da non perdere il film documentario di Andrew Rossi, girato nel 2016- The First Monday in May.

Quest’anno, per evitare i disordini causati dalle star, ci sono delle regole durante la cena.

Ecco quali sono le regole dettate della Wintour durante il Met Gala.

  1. Vietati i selfie: l’esclusiva delle foto è data ai fotografi ufficiali dell’evento.
  2. Non fumare: un divieto già imposto, ma non seguito dalle clebrità come confermano i selfie dello scorso anno. Il fumo danneggia le opere d’arte.
  3. Vietato l’ingresso ai minorenni, non adatti a questo tipo di party.
  4. Niente aglio e prezzemolo per evitare disagi nei discorsi.

Camp: Notes on fashion. Il tema del Costume Instutute Gala 2019

Il tema dell’anno è dedicato al Camp. Il nome dell’evento, Camp: Notes on Fashion, deriva dal saggio di Susan Sontag, che nel 1964 coniò il termine camp. Nel saggio spiega il concetto in 58 punti.

La parola camp deriva dal francese se camper, che significa mettersi in mostra ostentando. Il camp è il sinonimo di artificio, innaturale, teatrilità, stravaganza, parodia. Il mix tra rococò ed estetismo, dove esagerazione e artificialità trovano il giusto peso. Insomma il cattivo gusto diventa bellezza e tendenza. E questa è la misura del nostra era, dove tutto è tatrale, eccessivo, fatto per essere messo in mostra.

Anche le stesse star, quando esplorano i confini della moda, cadono nel Camp generando glamour. Cosa ci aspetteremo su questo red carpet? Di sicuro tanta pop art sugli abiti, tanti accessori bizzarri, tanto colore ma soprattutto tanta esagerazione.

Tra le star più attese ci sono Rihanna, Lady Gaga, Sara Jessica Parker, Beyoncé, Blake Lively che per anni si sono aggiudicate il titolo di best dressed di Vogue. In particolar modo Riri che per anni è stata proclamata regina della serata. L’anno scorso si presentò vestita da Papa: quanta iconicità e bellezza possono essere concentrare in un’unica donna?

I look più belli del Met Ball e Met Gala degli anni passati

  1. Rihanna vestita da Papessa, abito firmato Maison Margiela, al Met Gala 2018Heavenly Bodies:Fashion and the Catholic Imagination. Tema sulla moda e il connubio con la religione cattolica.
  2. Rihanna con mega pelliccia gialla firmata Guo Pei, al Met Ball 2015China: Through The Looking Glass. Tema sulla bellezza e l’antichità della sartoria cinese.
  3. Kate Moss, vesita da divinità greca, abito argenteo di Marc Jacobs. Met Ball 2009 – “The Model As Muse: Embodying Fashion”.
  4. Sarah Jessica Parker e Alexander McQueen, entrambi griffati ovviamente McQueen: vestito couture con stola in classico tartan scozzese. Met Ball 2006: AngloMania: Tradition and Transgression in British Fashion.
  5. Lady Diana in abito lungo lingerie e choker firmati Dior. Met Ball 1996: Christian Dior
  6. Naomi Campbell in abito senza spalle lungo, argentato e ultra scintillante, firmato Versace al Met del 95.
  7. Cher, nel 1974 in Bob Mackie. L’abito trasparente con piumaggio alle maniche e alle cavilgie è entrato nella storia. Una delle rappresentazioni più iconiche di Cher che ha ispirato i look di Beyoncé al Met 2012 e Kim Kardashian nel 2016.

Solo due giorni e la magia del Camp sarà svelata. Restate sintonizzati per scoprire i look del first monday in mai 2019.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto