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7 giugno 2012

7 minuti per la vita

Nacque ben 200 anni Filippo Pacini, l’uomo che comprese l’importanza dei sette minuti che intercorrono tra la morte clinica e quella biologica di un individuo

All’Università di Firenze si festeggia il 200esimo compleanno di Filippo Pacini, il primo ricercatore a sviluppare il metodo di respirazione artificiale grazie al quale riuscì a “resuscitare” sette persone. L’importanza della sua scoperta sta in quei sette minuti che intercorrono tra la morte clinica e quella biologica che fanno la differenza tra la vita e la morte.

La respirazione artificiale e il massaggio cardiaco sono tecnica grazie alle quali le morti improvvise potrebbero essere scongiurate e le statistiche che parlano di 60 mila morti all’anno in Italia, potrebbero essere riscritte.

Il professor Giulio Masotti, cardiologo e geriatra, dell’università di Firenze, spiega durante una manifestazione tenutasi in ateneo per i 200 anni dalla nascita del Pacini, quanto possa essere fondamentale saper praticare il massaggio cardiaco e l’importanza dei corsi che dovrebbero seguire tutti i giovani per saper affrontare situazioni d’emergenza.

Spiega inoltre, che al momento, l’Italia è uno dei paese che meno pratica corsi di primo soccorso che diano delle conoscenze valide per salvare delle vite rapportando i dati italiani a quelli di altri paesi dove, tutti gli addetti ad aver contatto con il pubblico sono obbligati a seguire corsi per il massaggio cardiaco d’emergenza.

Per onorare le scoperte fatte da Filippo Pacini, per celebrarne il significato etico, all’università di Firenze sono state organizzate una serie di manifestazioni che proseguiranno fino a settembre e verrà assegnata una borsa di studio in suo onore al giovane ricercatore che presenterà il miglior progetto per una ricerca in qualsiasi settore (biologico, clinico, epidemiologico) che abbia per argomento il colera”.

Sette minuti possono sembrare nulla ma fanno la differenza.

 

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