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27 giugno 2012

“Abortire un bambino gay è un atto di fede”

Su Facebook è stato creato un gruppo che ha causato il dissenso di molte persone e il disorientamento di altre: “Abortire un bambino gay è un atto di fede“.

Non è la prima volta, ma forse la milionesima, che su internet appaiono scritte varie contro minoranze e diversità create ad arte da chi vuol divertirsi. Anche se negli ultimi anni la Chiesa Cattolica si è apertamente schierata contro le unioni omosessuali e contro l’amore non classico, molto più del periodo woitiliano, la pagina sul social network è stata creata appositamente sulla base di un sentimento comune, quello per cui gli omosessuali sono affari della Chiesa, quasi fosse una questione da risolvere una volta per tutte tra omosessuali e non dunque tra clero e gay, visti gli accanimenti e i giudizi verso le persone di orientamento diverso. Difatti il dissendo contro lo stile di vita omosessuale si è espresso questa volta con parole legate al credo (fede) con un’immagine del Papa attuale.

L’aborto, antonimo di fede, dovrebbe riguardare, secondo questa provocazione, la gestazione delle donne che si accorgerebbero, contro qualsiasi criterio scientifico-medico, di una presunta omosessualità del bambino (per altri solo feto, in certe occasioni).

Se alla realtà appartengono le parole vuote del vescovo dell’opus dei Javier Echevarria Rodriguez contro le persone diversamente abili : “sono figli di genitori che non hanno mantenuto la purezza del proprio corpo prima del matrimonio“, proclami che hanno offeso le persone con problemi fisici e le famiglie che amorevolmente spendono la loro esistenza per offrire una vita dignitosa ai figli disabili (mentre i genitori lottano con fatica per i figli con handicap, i vescovi conducono una vita chiusa, serviti tra agi e poteri), il gruppo facebook appartiene invece ad una sotto mentalità che utilizza parole forti ed estreme (e scientificamente nulle), quasi surrealistiche, per esprimere il sentore dell’ignoranza di questo tempo omofobo e misogeno :

Troppe, troppe persone sono state traviate dalla falsa morale dei sodomiti ma ora, grazie ai miracoli della scienza, siamo in grado di impedire tutto ciò. Sì, lo so che è tremendo abortire i poveri bimbi affetti dai geni della sodomia ma è il male minore“.

Ogni persona dotata di raziocinio a priori avverte queste parole come nulle, provocatorie e volgari. Ma ha ben ragione Paola Concia (non come deputata di un partito, ma come persona) ad affermare che sono presenti gli estremi per reato di abuso della credulità popolare. La credulità popolare. L’importante per molti è credere in qualcosa, ma proprio quel credo a volte (provocatorio o ingenuo) provoca seri danni all’intelligenza altrui e alla società.

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