Politica e social network, comunicazione-propaganda: cosa cambia

Mario Ragone 22 Ottobre 2020

Parlare di politica sui social media o social network: propaganda, comunicazione, analisi linguistica del politico su Facebook, Twitter, Instagram e TiTok, cosa cambia per Valentina Vellucci.

La nascita e lo sviluppo dell’era digitale ha generato profondi cambiamenti a livello sociale, culturale e politico. Proprio quest’ultima sfera è quella maggiormente toccata di recente dai social anche in seguito alle ripercussioni della pandemia da Coronavirus.

Spesso si confonde la comunicazione politica con la propaganda, dove si tende ad indirizzare preferenze politiche tramite pagine e gruppi social (come accaduto in occasione del recente Election Day).

Di conseguenza non si comprende a pieno il senso del parlare di politica e social network e ancora il ruolo del politico sulle sue pagine Facebook, Instagram, quali messaggi deve dare e in che modo fare una corretta comunicazione.

Il network in generale ed i social media più nello specifico, rappresentano di fatto una nuova dimensione virtuale che affianca (ed in alcuni casi) sovrasta il mondo reale. Proprio per questo motivo è necessario comprendere al meglio che cosa significa fare politica sui social, richiamando le basi dell’analisi linguistica e del modo di esprimersi degli stessi.

Per farlo ci siamo rivolti ad una professionista del settore Comunicazione, l’esperta in ambito social media Valentina Vellucci. Il suo intervento tecnico ci aiuterà ad approfondire la questione legata al parlare di politica sui social network (Facebook, Instagram etc.). Il focus sarà rivolto soprattutto alle modalità espressive ed alle finalità a cui tendono tali strumenti digitali quando vengono utilizzati in chiave politica.

Politica e social network: come  cambia il politico cosa fa e quali sono i vantaggi, rischi e pericoli

Analizzando cosa e come cambia in politica e social network, su Facebook, Twitter, Instagram e TikToK, come cambia il politico oggi: esame vantaggi, rischi e pericoli.

Come anticipato, fare politica sui social è ben diverso dal fare propaganda. Per addentrarci nelle pieghe di questo discorso ci siamo rivolti ad un’esperta in ambito social media, la professionista in Comunicazione Valentina Vellucci:

“Parlando della politica sui social network è evidente che si è verificato un passaggio dalle piazze reali a quelle virtuali. Si tratta quindi di una concorrenza di prodotto, ovvero di tematiche lasciate scoperte ed utilizzate da una figura politica a discapito di un’altra. Quindi esiste un piano marketing che prevede toni di voce elevati e non informativi ma pseudo-aggressivi. Il tutto si basa sul cosìdetto “overload informativo”, cioè fornire tante informazioni per non darne nessuna. Insomma si riceve dalla politica un eccesso di informazioni: pagine, gruppi, link e commenti diventano un modo per sovraccaricare l’utente che ha continua necessità di notizie” – spiega l’esperta Valentina Vellucci –

“Dunque – prosegue – la politica ha trovato questa forma urlata ma comoda dei social che si stanno trasformando in una stanza di polarizzazione. Ovvero essa sfrutta il fenomeno dell’algoritmo sociale che ci chiude e ci protegge in una bolla. Più siamo chiusi in questa bolla più l’agoritmo impara su di noi e può sottoporci al sistema pubblicitario social che di conseguenza si arricchisce. Meno siamo stressati da stimoli che ci contraddicono più permaniamo, ed in questo senso la politica offre informazioni che ci danno continuamente ragione. Il problema è che lo scontro è diventato personale e non più informativo e si segue un politico più per il personal branding che per il suo programma e le sue idee di cui spesso non si è nemmeno a conoscenza”

Il politico su Facebook ed Instagram: quanto e quando fidarsi

Focalizzandoci ora sulla figura del politico su Facebook ed Instagram cerchiamo di capire quanto e quando fidarsi delle informazioni diplomatiche social. Lo facciamo seguendo sempre le parole della professionista del settore Comunicazione Valentina Vellucci:

“Tanto il politico locale quanto quello nazionale possono pubblicare post ed essere presenti sui social e sul web, e questo è un vantaggio attualmente. A fare da contraltare a questa situazione c’è però la disponibilità economica. dunque le due tipologie di figura politica investono in modo differente sul post ottenendo riscontri differenti. Un ulteriore vantaggio per tale categoria è far valere le proprie idee ed intenzioni anche a distanza grazie al network. A ciò si contrappone però il fatto che s’intrattengono comunicazioni gestendole dal lato del potere. Nel senso che si possono modificare ed introdurre topic come e quando si vuole”. – sostiene l’esperta Vellucci –

“Altro elemento positivo per la politica e l’informazione social – prosegue – è la disponiblità enorme di informazioni e fonti. Lo svantaggio in tal senso è che avere più notizie non significa che siano di qualità, e quindi si rischia il già citato overload informativo. Un rischio poi è rappresentato dalla creazione di bot e profili falsi d’intrusione in un sistema politico sui social media. Elemento che è controbilanciato dall’opportunità di alfabetizzazione, autentiche difese immunitarie virtuali agli schemi falsi di comunicazione. Infine, per ciò che riguarda il fidarsi, uno dei tratti fondamentali è l’estrema personalizzazione del messaggio a scapito del messaggio stesso. La semplificazione non è sinonimo di facilità di realizzazione, ma un mero slogan. Se la politica inizia a somigliare ad un prodotto allora non va bene, qualcosa non funziona”.

© Riproduzione Riservata
avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto