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25 giugno 2012

Addio ai taxi gialli a New York. Il nuovo colore sarà verde mela

E’ una scena vista migliaia di volte al cinema e farlo di persona sarebbe un po’ come sentirsi protagonisti di un film americano. È il sogno di ogni turista in visita a New York: avvicinarsi al bordo della strada e, con aria di sfida, sfoderare un fischio abbastanza forte da sovrastare il rumore del traffico e attirare l’attenzione di un taxi giallo.

Negli anni, le Yellow Cabs sono diventate a tutti gli effetti un’istituzione cittadina, un simbolo riconosciuto in tutto il mondo. Oggi, però, stiamo assistendo a quello che si può definire un cambiamento storico, un rinnovamento che toccherà da vicino l’emblema newyorkese, trasformando il colore dei taxi da giallo vivo a un nuovo e tenue verde mela.

In realtà i nuovi taxi non sostituiranno quelli storici che prestano servizio a Manhattan, nel cuore della Grande Mela, che resteranno gialli, ma li affiancheranno operando nei quartieri di periferia come Brooklyn, Bronx, Queens e State Island, attualmente servite malissimo e presentando difficoltà di collegamento con la metropoli.

La decisione è stata presa dal sindaco Michael Bloomberg di comune accordo con David S. Yassky del New York Taxi and Limousine Commission. «Riteniamo che il verde mela sia un colore accattivante e distintivo, nel traffico è più visibile da lontano e inoltre si sposa bene con l’idea di un servizio ecologico», ha commentato il sindaco nel corso della conferenza stampa di presentazione presso la City Hall.

I “Boro Taxi” saranno accompagnati da 18 mila nuove licenze per far fronte all’abusivismo e per dare spazio ai tassisti che oggi operano nell’illegalità. Il costo di ogni licenza sarà di circa 1.500 dollari e sarà valida per tre anni. Le prime 6000 saranno rilasciate entro la fine del mese di giugno e, le restanti, saranno rese disponibili nei prossimi due anni.

Le prime reazioni raccolte tra i cittadini sono tutt’altro che entusiastiche: le Yellow Cabs sono più facilmente riconoscibile oltre ad essere parte integrante del paesaggio cittadino da decenni. Inoltre non è vista di buon occhio la scelta di distinguere i taxi di Manhattan da quelli di periferia: «Sono più che sicuro che tutti i distretti facciano parte di New York o è cambiato qualcosa? A questo punto avrebbero dovuto chiamarli “Boro Taxi di seconda classe», ha dichiarato Sasha Henk in un’intervista al New York Times.

 

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