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7 giugno 2012

Avvio collaborazione atenei friulano e giuliano

Udine, 7 giugno 2012 – I Senati accademici delle Università di Udine e di Trieste hanno deliberato la sottoscrizione di un accordo di programma finalizzato a rendere organica la propria collaborazione in chiave federativa. I due organi di governo hanno approvato, rispettivamente nelle sedute di ieri a Udine e di oggi a Trieste, l’articolato di accordo che costituisce la base del processo di federazione tra i due atenei e che apre la via a un nuovo modello di elaborazione delle strategie di sviluppo della ricerca, di razionalizzazione e miglioramento dell’offerta formativa, di internazionalizzazione, di trasferimento tecnologico e di erogazione dei servizi. L’accordo si candida al finanziamento previsto dal MIUR e destinato alle azioni di federazione interuniversitaria. «Un atto – commentano i rettori di Udine e di Trieste, Cristiana Compagno e Francesco Peroni – di grande importanza, che testimonia la lungimiranza con cui gli atenei regionali sanno guardare al futuro e fronteggiare le sfide imposte dalla competizione universitaria globale».

L’accordo configura una collaborazione estesa a diverse filiere tematiche – offerta formativa, ricerca scientifica, trasferimento tecnologico, relazioni internazionali, servizi (come biblioteche, servizi agli studenti, Ict, ecc.) – disciplinando tempi e modi del dialogo tra gli organi di governo delle due Università, al fine di elaborare strategie comuni, nel quadro di una collaborazione stabile e continuativa. Notevole slancio viene dato alle politiche di internazionalizzazione, attraverso un’azione coordinata negli ambiti del Gruppo europeo di cooperazione territoriale (Gect) e della Conferenza dei rettori dell’Alpe Adria.

 «Si tratta – affermano i rettori Compagno e Peroni – del primo passo nella costituzione di un sistema universitario a rete che, muovendo da un rapporto di condivisione delle strategie tra gli Atenei di Udine e di Trieste – ai quali auspichiamo si unisca a breve la SISSA – coinvolga e sappia includere via via anche altre Università dell’area triveneta e dei Paesi confinanti, nella cornice della neocostituita “Euroregione senza confini”. La collaborazione consentirà, infatti, di valorizzare le eccellenze che già questi territori esprimono, salvaguardando, al contempo, l’autonomia e le specificità che contraddistinguono le università regionali».

Insomma, è l’avvio «di un processo ambizioso – proseguono i due rettori – sicuramente complesso, ma che si presenta come la migliore opportunità da cogliere per concorrere al rilancio della nostra Regione, la quale, anche per quanto riguarda l’alta formazione e la ricerca, è chiamata a misurarsi con competitori forti e agguerriti e deve perciò essere sempre più attrattiva di giovani talenti, vera risorsa e motore dello sviluppo».

Operativamente, gli obiettivi di coordinamento e d’integrazione reciproca sono perseguiti mediante sedute congiunte degli organi di governo dei due atenei e sulla base di un’elaborazione coordinata di dati e di proposte ad opera di un tavolo tecnico permanente, comune alle Università, composto dai rettori, dai direttori generali e da componenti dei singoli organi (Senato Accademico, Consiglio di amministrazione e Consiglio degli Studenti) di entrambe le sedi universitarie.

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