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11 giugno 2012

“Convivere con le verità penultime”,

Alberto Pirni è l’unico studioso italiano al convegno annuale internazionale di studi kantiani, dall’11 giugno in Brasile

 

Arriva dall’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo) della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Alberto Pirni, l’unico studioso che rappresenta l’Italia al congresso internazionale dedicato al filosofo Kant, in programma dall’11 al 13 giugno in Brasile, presso l’Universidade Federal de Santa Catarina, a Florianópolis. Pirni, ricercatore di Filosofia Politica, partecipa al “IV Encontro do Centro de Investigações Kantianas”, insieme a numerosi altri relatori, provenienti da altrettante sedi universitarie di fama mondiale e presenterà una relazione sul tema: “Convivere con verità penultime: un percorso kantiano”. Il convegno in Brasile è organizzato da una delle più dinamiche e prestigiose realtà di studi dedicati al filosofo di Königsberg attive nel continente americano, impegnato a promuovere ogni anno, accanto al congresso internazionale, convegni, seminari e altre iniziative, attraendo ricercatori e studiosi da tutto il mondo e dimostrando l’attualità, l’ampiezza e la rilevanza dello studio su Kant per la comunità filosofica mondiale.

 

Di seguito una sintesi dell’intervento di Alberto Pirni.

 

“Kant ci ha mostrato in modo paradigmatico il bisogno della ragione di raggiungere verità ultime. A partire da ciò, il nesso che la storia del pensiero ha spesso tracciato unisce il pensiero dell’ ‘ultimo? a quello della ‘staticità’ e ‘stabilità’. La prima domanda che dobbiamo porci è se non esiste la possibilità di collegare il pensiero dell’ultimità a quello della fluidità, della mobilità, dell’instabilità. Riportando tale discorso all’esperienza reale (“fenomenica”, direbbe Kant), che ne è di tale tentativo? A partire dalla distinzione tra idea pratica e ideale trascendentale elaborato da Kant, la relazione propone un percorso tra le cosiddette ‘verità penultime’, del diritto e della discussione pubblica, per giustificare una terza via, tra un assoluto relativismo (‘le verità penultime sono infinite, quindi tutte valide’) e un assoluto monismo (‘la verità è una e non può che apparire unica in tutte le sue dimensioni’)”.

 

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