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20 giugno 2012

“Muri” di follia

 Si è tenuto il 12 giugno, ore ventuno e trenta lo spettacolo teatrale di Renato Sarti, “Muri“, monologo che sembra aver trovato la sua collocazione ideale negli spazi dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, all’interno della rassegna “da vicono nessuno è normale” che richiama un verso di una canzone di Pierò Pelù nella sua visione di Alice nel paese delle meraviglie.

Attrice protagonista del monologo Giulia Lazzarini accompagnata dalle musiche di Carlo Boccadoro. Sul palco trent’anni di manicomio negli occhi e nelle parole di un’infermiera che racconta dal punto di vista di una lavoratrice, il prima e il dopo della legge Basaglia, ovvero del passaggio dalla cura come custodia e repressione, tra camice di forza, psicofarmaci in dosi spropositate, violenze fisiche tra cui elettroshock e lobotomie, alle cure fondate su ascolto e conforto.

Il monologo si basa su un testo che Sarti scrisse nel 1972 in un teatrino di Trieste situato all’interno di un ospedale psichiatrico dove, osservando le infermiere, ha ben pensato di metterle i pensieri in testa facendola riflettere su quello che ha visto e vissuto in ospedale, mettendogli in bocca una particolare nostalgia, ma soprattutto una estrema lucidità, quasi spietata, di chi si rende conto che la spinta di quegli anni si sta affievolendo fino a rischiare di finire fagocitata dall’indifferenza totalizzante dell’oggi. Da vedere, perchè è uno spaccato dell’Italia, perchè è la fenomenologia di un processo di acquisizione di coscienza dei diritti dei malati di niente.

Da vedere perchè nelle parole e nei pensieri dell’infermiera animata dal testo di Sarti c’è l’evoluzione di un processo di acquisizione di diritti, anche da parte di chi non è forse cosciente di averne. Da vedere perchè è un quadro che rappresenta, nel divenire dei pensieri della protagonista del monologo, ciò che è cambiato a livello medico/scientifico per quanto riguarda la cura delle patologie mentali: non è poco passare dal muro della sentenza “Incurabile” all’apertura di una finestra che ha come presupposto il dialogo.

  

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