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12 giugno 2012

Cosmetica senza crisi: il 17% in più del 2010

Non togliete i cosmetici agli italiani! Aforisma? No, semplicemente dati stimati dal  ‘Beauty Report 2012‘, nel terzo rapporto, dedicato al settore della cosmetica italiana promosso da Unipro (associazione italiana delle imprese cosmetiche) e scritto da Ermeneia, edito da Franco Angeli e presentato il 6 giugno a Roma , rivela che il 17% degli italiani nel 2011, abbia speso di più rispetto all’anno precedente. Cifra che sommata agli italiani che hanno dichiarato di aver speso tanto quanto il 2010, ammonta al 41,6%. Il 40% degli intervistati afferma che la crisi non ha influito minimamente nel loro cambio di abitudini verso l’uso ed il consumo di prodotti cosmetici, ribadendo che per la cura della propria persona e della propria estetica non si bada a spese.

Nadio Delai, presidente di Ermeneia dichiara: “il Rapporto sull’industria cosmetica  ha alcuni punti salienti: si registra una crescita dentro la crisi, che conferma con vigore i se­gnali di ripresa che sono stati registrati lo scorso anno; si e’ fatto sempre piu’ chiaro l’intreccio virtuoso che esiste tra a-ciclicita’ e anti-ciclicita’ del settore; si vanno formando dei raggruppamenti differenziati che manifestano una diversa capacita’ di ‘metabolizzare’ in maniera attiva la crisi da parte delle im­prese; appare infine del tutto evidente l’importanza di rafforzare gli ‘esercizi di filiera‘”.

Nella visione globale della produzione delle aziende di cosmetica, è stato constatato un andamento migliore  per quanto riguarda, nel complesso, i beni di consumo non-durevoli, nel periodo 2007/2011, e proprio nel 2011 c’è stato un incremento del 4,4% contro il -3,4% dei beni non durevoli. Per le aziende produttrici, c’è stato un incremento dell’occupazione, ben l’80%, con una richiesta della Cassa Integrazione marginale. Il settore della cosmetica nazionale, è stato, non solo capace di resistere alla crisi, ma anche di riuscir a crescere. Eccelsa anche la crescita della vendita di prodotti cosmetici nelle farmacie:  benché il 18% del totale della vendita sul mercato nazionale; le farmacie hanno venduto cosmetici per un totale di 1.800 milioni di euro.

Unipro aggiunge: “se l’obiettivo di riprendere il cammino interessa le imprese quanto i soggetti collettivi, bisogna anche ricordare che fare crescita dentro la crisi rappresenta un compito di tutti i protagonisti e non solo delle singole aziende. Non si può pensare infatti che basti uno sforzo di miglioramento della produttività e della competitività da parte di queste ultime, senza un parallelo sforzo sul piano della produttività e della competitività, che investa il modo di operare delle istituzioni, del credito e delle stesse associazioni di rappresentanza“.

Gli italiani, dunque, un popolo di narcisisti!

 

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