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2 giugno 2012

“Essere studenti a Cagliari. Quanto costa?”

Si è svolto ieri mattina, all’ottavo piano dell’Ersu, Ente Regionale Diritto allo Studio Universitario, un importante incontro tra varie personalità del mondo dell’Università di Cagliari e della città stessa per parlare di un tema caldo, che interessa in particolar modo i giovani universitari e le loro famiglie.

A partecipare all’incontro, un seminario intitolato “Essere studenti a Cagliari. Quanto costa?”, erano il Sindaco Massimo Zedda, l’Assessore alla Programmazione Regione Autonoma della Sardegna, La Spisa, Giovanna Maria Ledda, Protettore Vicario Università degli Studi di Cagliari e Daniela Noli, Presidente dell’Ersu di Cagliari, e i ragazzi che sono intervenuti in alcune occasione per chiedere un aiuto in materia di finanziamenti economici.

Ideatore dello studio nonché dell’analisi di questo è Antonio Fadda, Responsabile del progetto Social Welfare Student, il quale ha analizzato un campione di 2836 studenti ( su 31102 iscritti all’Università di Cagliari), dai quali è saltato fuori che l’80% di questi non lavora, più dell’80% risiedono in case d’affitto (principalmente quartiere Is Mirrionis) e di questi, l’80% possiede un regolare contratto d’affitto, requisito indispensabile per ricevere la borsa di studio dedicata ai fuori sede.

Ma in termini di denaro investito da tutte quelle famiglie che ci sono dietro questo cosa significa?

Significa che gli studenti “fuori sede” (circa il 56% degli universitari) spendono in media al mese un totale di 607,50 euro, di cui 217,5 vanno in media per l’affitto di una camera singola, 97 euro di spese legate alla casa, e spese generali per l’altra metà del costo a completare il quadro.

Ragionando: secondo i dati Istat una famiglia italiana, spesso monoreddito, ha una media di stipendio di 1300 euro e considerando che in Sardegna le borse di studio sono tra le più basse d’Italia, forse la spesa dell’Università è davvero troppo pesante da sostenere per mamma e papà. E allora come si fa a garantire a tutti un futuro e un diritto allo studio inalienabile?

La Spisa auspica in un intervento di privati per incentivarli all’incontro con la domanda di abitazioni, e si trova in disaccordo con la Dottoressa Noli quando afferma che a chiedere i soldi per l’Ersu dovrebbe essere l’Università stessa.

Più concentrata sui temi del Diritto allo Studio la Dottoressa Ledda che d’accordo col Sindaco Zedda  punta su un livello di istruzione adeguato e sostiene la tesi dell’ impatto positivo che ha sugli studenti una migliore vivibilità della città.

Il Sindaco di Cagliari ha ampliato il discorso de servizi per l’Università a un più generale servizio per la città intera, parlando di creare linee di trasporti sempre più efficienti per raggiungere i punti di aggregazione.

 

 

 

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