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11 giugno 2012

Facebook “under 13”: una pericolosa speculazione

È imminente, da quanto riportato dal Wall Street Journal, l’apertura al pubblico under 13 del social network più usato al mondo: Facebook. La piattaforma, da poco sbarcata, con non pochi problemi, in borsa, sembra pronta ad estendere i suoi pericolosi tentacoli anche ai più piccoli, offrendo come contropartita ai genitori la possibilità di monitorarli costantemente.
Amicizie e applicazioni, infatti, dovranno essere preventivamente autorizzate da loro.
Dal punto di vista imprenditoriale, per gli introiti che gli sponsor potrebbero essere pronti a sborsare e per il sicuro profitto derivante dai giochi di Zynga come Farmville, risulta geniale come idea.

Ma, oltre alle considerazioni di carattere legislativo, per le quali la privacy di questi poco più che bambini è seriamente a rischio, c’è da riflettere se questa sia una mossa moralmente accettabile.
Se è vero, che molti ragazzini sono comunque iscritti al sito, è vero anche che, molti altri, non avendone la possibilità teorica, non lo fanno, preferendo alla navigazione attività sicuramente più redditizie per la loro crescita.

La prospettiva di stare ore e ore al computer, per fortuna, non è particolarmente allettante a quella età.
Il pericolo più grave viene dalla pedofilia. Tuttora risulta ancora troppo facile creare finti account con i quali adescare giovani menti innocenti e costringerli a perversi voleri.

Solo la settimana scorsa sono stati arrestati due pedofili, il primo 30enne che si spacciava per 19enne, l’altro, più giovane, spingeva le sue vittime a mostrarsi in webcam in atteggiamenti equivoci, sotto minaccia.
E se dalle sede del portale di Zuckermberg rispondono alla critiche assicurando che studieranno il modo migliore per proteggere i “nostri figli”, i dubbi e le perplessità su questa pericolosa speculazione rimangono.

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