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12 giugno 2012

I giovani e la crisi: di male in peggio

Nemmeno una settimana fa abbiamo parlato di quanto sia difficile da parte degli studenti, in sede e non, mantenersi gli studi e credere che un giorno tutti questi sacrifici vengano ripagati come si deve

I giovani e la crisi

I giovani e la crisi

Abbiamo visto come c’era chi aveva deciso di non sostenere sacrifici che un giorno, forse si sarebbero rivelati inutili e cercare subito dopo il diploma un impiego in grado di assicurare bene o male un futuro molto meno incerto rispetto a coloro che hanno deciso di dare uno schiaffo morale alla crisi e non fermarsi semplicemente al diploma ma andare oltre: lottare con tutti i mezzi al fine di completare con successo il loro percorso di studi.

La cosa che preoccupa di più è il report che Ottica Avanzi ha promosso al fine di capire realmente come i giovani d’oggi affrontano la crisi e i dati sono davvero allarmanti: 8 studenti su 10 sono preoccupati per il costo della vita universitaria che, tra tasse, libri, affitto e quant’altro, si fa sempre più caro. L’analisi riportata sul sito Affaritaliani.it,  e condotta attraverso la metodologia WOA (un monitoraggio on-line), si è basata sui un campione di circa 1200 universitari di età compresa tra i 19 e i 26 anni.

I giovani e la crisi: i dati

Dal monitoraggio purtroppo, come potevamo aspettarci, non è emerso nulla di buono. Solo il 24% degli studenti crede che ci sia davvero qualche speranza al fine di garantire agli studenti di emergere in società chi attraverso le proprie qualità (il 17%)  e chi affidandosi alle istituzioni (il 7%). Ben il 76% ha espresso il suo pessimismo nei confronti della crisi: il 44% non crede in una soluzione; il 32%, invece, è sempre più convinto che il loro futuro non rispecchierà totalmente i propri sogni.

Ovviamente c’è chi decide di combattere la crisi andando alla ricerca di un lavoretto o più semplicemente mira ad ottenere crediti al fine di poter mantenersi attraverso le borse di studio messe a disposizione ogni anno dagli atenei (54 %). Ma, purtroppo, come abbiamo già denunciato la volta scorsa, c’è qualcuno che per mantenersi deve ricorrere ad inventarsi altro.

Tutto perché  la crisi è sempre lì, dietro l’angolo e la buona volontà a volte non basta. Sempre secondo quanto riportato su Affaritaliani.it tutte le spese che devono sostenere gli studenti mettono a dura prova la loro permanenza all’università e soprattutto la loro sopravvivenza nella società. Infatti oltre a dover affrontare il caro affitti, l’aumento del costo dei libri, difficoltà ad arrivare a fine mese, l’aumento dei trasporti pubblici e la lontananza da casa tra i giovani inizia a prevalere sempre di più sentimenti di frustrazione (44%) e rassegnazione (36%), mentre il 28% reagisce positivamente manifestando la propria voglia di reagire e non arrendersi dinanzi alle difficoltà.

Possiamo notare, dunque come sia davvero bassa la percentuale dei giovani che nonostante la crisi abbiano voglia di reagire ma dopotutto è più che ragionevole che questo periodo comporti un innalzamento del pessimismo tra i giovani all’ennesima potenza in quanto anche se non ce ne accorgiamo subito, ogni giorno il nostro futuro viene minato in continuazione da nuove parole-chiave che chi ci governa utilizza per addolcirci la pillola, parole usate il più delle volte nella loro concezione positiva che servono semplicemente per creare un’immagine vana e, soprattutto, per nasconderci qualcosa di più profondo: siamo rovinati e chissà se ne usciremo vivi da questa crisi.

Dora Della Sala

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