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Giovani dopo il Coronavirus: istruzione e lavoro del futuro

Redazione Controcampus 4 Dicembre 2020
R. C.
15/06/2021

Le opportunità dei giovani dopo il Coronavirus e come cambiano istruzione e lavoro del futuro, cosa preservare secondo il Professore Raimondo Pasquino.

Il futuro dei giovani dopo la pandemia appare incerto, perché sono molteplici i cambiamenti che il Covid ha imposto a istruzione e offerta di lavoro. Da un lato abbiamo la scuola e università che con il Coronavirus si sono del tutto private di quella interazione umana e sociale che da sempre è alla base dell’apprendimento. E poi ci sono i laureati dopo il Covid, che si trovano a dover studiare nuove dinamiche che sottendono il mercato del lavoro, in piena crisi economica e strutturale.

Poche certezze e tanti dubbi che i giovani dopo il Coronavirus si trovano a dover affrontare. Uno scenario non semplice da decifrare per studenti e giovani disoccupati, il cui futuro con il virus è stato completamente messo in discussione. Tutto ciò porta a riflettere su come cambiano istruzione e lavoro del futuro, cosa preservare nel post Covid e che ruolo avranno professori e datori di lavoro nei confronti dei giovani.

Per analizzare la questione abbiamo sentito il più volte magnifico rettore e politico Raimondo Pasquino.

Insieme a quest’ultimo abbiamo cercato di tracciare aspetti positivi e negativi generati dalla pandemia e collegati ai ragazzi. Inoltre oggetto di focus sono stati anche la didattica a distanza e lo smart working quali chiave di lettura del cambiamento del settore accademico e professionale.

Giovani dopo il Coronavirus: come cambiano istruzione e lavoro dopo la pandemia

Iniziamo a vedere come sarà il futuro dei giovani dopo il Coronavirus: come cambiano dunque istruzione e lavoro. Due settori fondamentali che interessano da vicino i ragazzi e mediante i quali si sviluppa la loro formazione a 360 gradi.

Prima dal punto di vista accademico, il cui ultimo step è quello universitario, e poi il balzo nel mondo occupazionale.

Elementi che quindi si collegano tra di loro ma che hanno visto mutare il proprio agire consuetudinario (vedesi smart working e DAD) a causa della pandemia.

Ecco cosa ne pensa a riguardo il professore universitario Raimondo Pasquino.

“Dal punto di vista accademico per ciò che riguarda il rapporto docente-studente dovrebbe essere valorizzato il rapporto di presenza. Questo perché un insegnamento dal vivo significa maggiore socializzazione, sia tra docenti e studenti che con il personale amministrativo. Insomma un contatto diretto che avviene all’interno dell’intera comunità accademica è da preferire a quello da remoto. Il campus serve anche a mescolare tra loro le classi sociali a cui appartengono i diversi discenti. Da questo punto di vista il virus ci ha fatto apprezzare ancor di più questa componente ed il suo valore. A mio avviso la presenza deve ritornare e nessuno si può illudere che la lezione da remoto possa eguagliare quella dal vivo” – sostiene il più volte rettore Raimondo Pasquino –

“Quest’ultima infatti permette di approfondire le tematiche trattate – prosegue – e non crea distrazione, consentendo inoltre al docente di capire già solo attraverso uno sguardo come procede la lezione. Qual è dunque la presa sull’attenzione e la formazione degli studenti. A me è capitato di fare diverse lezioni da remoto ma ne sono rimasto deluso poiché non ho potuto riscontrare cosa stavo trasmettendo agli studenti. Dunque se avessi suscitato o meno un interesse in loro essendo preciso e puntuale nella spiegazione e nel trattamento della tematica”. – dice Pasquino -.

Cosa portare del passato in istruzione e lavoro dopo il Covid

Concentriamoci ora maggiormente su cosa preservare del passato in uno scenario ipotetico di istruzione e lavoro del dopo Covid. Naturalmente con l’arrivo del vaccino la condizione generale andrà a migliorare e ciò implica una riflessione su quello che sarà il futuro dei giovani dopo il Coronavirus. Ci sono aspetti che possono protrarsi nel tempo e che hanno avuto origine proprio in questo periodo di emergenza.

Vediamo alcuni di questi attraverso le parole del prof. Pasquino.

“Ciò che si può preservare dal passato in un post pandemia sono gli aspetti organizzativi efficienti come quelli sviluppati ad esempio sul piano della sicurezza. Certo possiamo pensare ad un nuovo lavoro, come nel caso dello smart working, purché non si tramuti in home working. Sicuramente ci sono vari lavori adattabili a tale modalità virtuale, ma non tutti lo sono. Il telelavoro se è frutto di un’emergenza non può essere una strada percorribile come nuova forma di organizzazione occupazionale. Si possono fare le riunioni politiche o ancora accademiche da remoto, ma non molto altro. Bisognerà per tanto studiarle meglio queste nuove dinamiche per poterle impiegare bene” – spiega il professore Pasquino –

“I giovani – continua – devono capire che il risultato positivo che c’è stato negli anni è qualcosa che poi può scomparire da un momento all’altro. Quindi devono trarre insegnamento dalla condizione vissuta ora. Basta un nulla infatti per far emergere tutta la nostra fragilità, ad ogni livello. I giovani dopo il Coronavirus dovranno preoccuparsi di più della comunità in cui vivono senza menefreghismo o egoismo. Il ritorno negli ambienti universitari dovrà essere pieno, totale e ricco di partecipazione. Oggi se l’università non ritorna alla mentalità di prima di voler trasmettere qualcosa non ha un futuro. E in quest’ottica orientarsi al remoto tralasciando la presenza potrebbe essere un grave errore”. – Fa sapere l’ex rettore Unisa –

Ruolo dei docenti e manager sui giovani dopo il Coronavirus

In ultimo diamo un’occhiata a quello che sarà il ruolo di docenti e manager nei confronti dei giovani dopo il Coronavirus. Due figure professionali che interagiscono con le nuove generazioni e che rappresentano in tal senso punti di snodo essenziali. Tanto gli insegnanti quanto i datori di lavoro sono infatti coloro che indirizzano idoneamente l’avvenire dei ragazzi che si affacciano al domani. Di seguito la riflessione in merito del docente Raimondo Pasquino:

“I docenti devono sempre più partecipare alle attività con i giovani. La pandemia ci ha dimostrato come un campus universitario che ha una funzione educativa, sociologica, partecipativa e istruttiva particolari diventa inutile. Se è inutile vuol dire che non funziona l’istruzione. Se è vero come è vero che il contatto tra docenti e studenti fuori dall’aula e dalla lezione è fondamentale, la pandemia ci ha dimostrato che se non c’è manca qualcosa. Questo fenomeno virale con le sue conseguenze e i mutamenti che ha comportato, ci ha insegnato che la figura del docente deve tornare all’origine” – afferma il docente –

“Oggi – prosegue – il contesto in cui chiunque può laurearsi anche se socialmente non può pagarsi gli studi la pandemia non l’ha messo in evidenza nella sua negatività. Avere la possibilità di formarsi a tali condizioni è un aspetto da evidenziare e da sfruttare. Insomma gli elementi di positività venuti fuori da quest’emergenza è che essa ci ha permesso di far emergere ciò che non va”. – Conclude il professore Raimondo Pasquino –

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto