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Quando comprare il cellulare ai figli: età per avere lo smartphone

Martina Sapio 27 Gennaio 2021
M. S.
20/06/2021

Tanti i genitori che si chiedono quando comprare il cellulare ai figli, se esiste la giusta età per il primo smartphone del bambino: risvolti medici e psicologici sui danni dall'uso.

Il punto sulla questione dei professionisti: la pediatra Tiziana Romano e la psicologa e psicoterapeuta Anna Quaglia.

Quando è indicato dare il cellulare ai figli: 8 anni, 10 anni o 11 anni? Esiste un preciso momento della loro crescita in cui i più piccoli sono pronti ad avere e usare dispositivi elettronici? L’uso del cellulare dovrebbe essere proibito ai bambini di età inferiore ai 10 anni?

La domanda ha implicazioni mediche e psicologiche come anche di sicurezza legate all’uso sbagliato che se ne potrebbe fare il minore. Basti pensare al fatto che applicazioni come i social, si pensi a Tik Tok possono nascondere insidie e rischi.

Non è una scelta facile, ed è una decisione che bisogna prendere con consapevolezza. Sia quando si tratta di dare il cellulare a bimbi piccoli, di 1 anno, 2 anni o 3 e 4 anni, per distrarli e farli giocare. Come pure genitori e figli pre adolescenti devono essere consapevoli dei rischi legati all’accesso ad internet.

In entrambi i casi devono esserci delle regole, dei limiti, legati al tempo di utilizzo e all’età giusta per il primo smartphone. Perché i danni causati dai cellulari sui bambini, dalla visione prolungata di video, canzoncine o giochi potrebbero essere anche molto gravi.

Lasciare un bimbo piccolo con il tablet per ore ha conseguenze drammatiche per la sua crescita: prima fra tutte, la dipendenza che sfocia in aggressività e ansia. E lo stesso vale anche per i bambini di 8 anni e più, che avanzano pretese perché convinti di avere l’età giusta per il primo smartphone personale.

Sapere quando comprare il cellulare ai figli non ha una risposta unica ed universale, bensì soggettiva e legata all’uso che dello smartphone, tablet e pc i bambini devono farne.

Quando comprare il cellulare ai figli: età giusta per il pediatra per dare uno smartphone ai bambini

Sempre più spesso vediamo bambini piccoli che fissano un tablet o altro dispositivo con occhi spalancati e immobili. Ma gli adulti sono consapevoli delle conseguenze dell’esposizione prolungata dei bambini davanti allo smartphone? Stare tante ore con lo smartphone a giocare ha conseguenze sui bambini e adolescenti disastrose, che condizionano la loro crescita e vita.

Molti genitori si chiedono quando comprare il cellulare ai figli, essendo preoccupati in un duplice senso. In primo luogo per gli eventuali disagi fisici, in secondo luogo per quelli riguardanti lo sviluppo intellettivo. Sul punto la Dott.ssa pediatra Tiziana Romano.

L’età giusta per dare un cellulare ai bambini si assesta, secondo vari studi e osservazioni, tra i 12 e i 14 anni. È questa l’età, infatti, in cui i ragazzi iniziano a sviluppare abilità come la risoluzione dei problemi, il pensiero critico e il controllo degli impulsi. Queste abilità rendono in parte più sicuro l’utilizzo dello smartphone per i piccoli.  Il piacere e la dipendenza che creano i dispositivi tecnologici sono dovuti alla sovrastimolazione del sistema dopaminergico che è quel sistema funzionale del cervello che regola il meccanismo della gratificazione.”

“Quando con un semplice tocco il bimbo riesce a far accadere cose che gli piacciono e/o lo divertono, attiva il sistema dopaminergico”. – Continua la pediatra Romano – “Questa modalità, ripetuta molte volte e riproposta per lunghi periodi, porta a vera e propria dipendenza. Con relative crisi di astinenza ed atteggiamenti violenti, autolesionisti e ansiosi in assenza del cellulare.” 

A questo punto sorge spontanea un’altra questione correlata a quella di sapere quando comprare il cellulare ai figli, cioè l’utilizzo sicuro del telefono cellulare per i bambini piccoli.

Sotto i due anni non bisogna dare uno cellulare ai bambini, l’uso andrebbe nettamente sconsigliato. Ma nel caso si voglia far uso di device tecnologici, l’utilizzo non dovrebbe superare i 20 minuti al giorno”.

“Tra i 2 e i 5 anni l’uso del cellulare ai bambini va limitato a non più di un’ora al giorno, ma andrebbe scoraggiato a favore di attività più salutari e coinvolgenti. – Fa sapere la dottoressa Tiziana Romano -.

E come devono usare il cellulare i bambini più grandi in modo corretto limitando il più possibile i danni?

Nei bambini più grandi l’eventuale utilizzo dovrebbe cominciare con un telefono senza accesso ad internet. Si dovrebbero creare regole di utilizzo ed eventuali conseguenze in caso di violazione delle regole. Bisognerebbe impostare il parental control sul dispositivo e impostare un tempo predefinito di utilizzo nelle impostazioni del dispositivo.

Limite età per dare il cellulare ai figli e quali sono i rischi

Come già premesso, la soglia d’età minima per quando comprare il cellulare ai figli è di necessaria imposizione. Per bambini e pre-adolescenti, soprattutto, sono necessarie delle precauzioni.

Ma perchè è necessario un limite minimo? Quali sono i rischi per la salute del bambino legatfi all’uso del cellulare in età pediatrica?

“I rischi per la salute dei bambini che usano smartphone, tablet o pc in età pediatrica sono molteplici. – Dichiara la Pediatra – Sedentarietà e relativa obesità. Riduzione delle ore e della qualità del sonno, in particolar modo in caso di utilizzo dei dispositivi elettronici prima di andare a dormire. Disturbi della vista per la sovrastimolazione a breve distanza e perchè, di fronte allo smartphone, si tende a sbattere di meno le palpebre con conseguente occhio secco, irritato e più facilmente infettabile da germi esterni.”

Ma non solo. “Ridotto senso del limite, dovuto alla falsa sensazione che un un click si possa ottenere ciò che si vuole. Isolamento e riduzione delle capacità relazionali e comunicative. Ritardi nell’apprendimento per problemi di attenzione, di utilizzo del pensiero astratto e del linguaggio.” – Conclude la dottoressa Tiziana Romano –

Quando comprare il cellulare ai figli: età giusta per lo psicologo

Anche dal punto di vista psicologico è necessaria l’individuazione di una certa soglia d’età minima, e sapere quando comprare il cellulare ai figli.

Bisogna fare una differenza tra ricevere il cellulare una volta ogni tanto – ad esempio quando bisogna intrattenere il bambino – e quindi dare il cellulare al bambino per un’oretta al massimo”. – Dichiara la Psicologa e Psicoterapeuta Anna Quaglia -.

“Può essere un modo per evitare di incorrere in comportamenti capricciosi. In questo non c’è nulla di male e non c’è un’età per farlo. I bambini nascono assolutamente programmati per utilizzare i dispositivi digitali. – Continua – “Quindi non c’è nessun problema, considerato che ci sono dei bei video e delle app create ad hoc per bimbi di ogni età che promuovono la fantasia, il problem solving, l’apprendimento e la creatività. Tantissimi esperimenti in campo comportamentale ci mostrano che i bambini scelgono i dispositivi elettronici per adulti invece di quelli giocattolo, perché si nasce già con una memoria di utilizzo di dispositivi digitali iscritta geneticamente.

Non c’è quindi nessun problema” nell’ipotesi prima sottesa, “a dare un cellulare ad un bambino. Sicuramente però non glielo si dà liberamente e gratuitamente, lasciandolo da solo ore ed ore con questo dispositivo in mano.” –  Fa sapere la psicologa Anna Quaglia -.

Stabilita quindi l’età e quando comprare un cellulare ai propri figli, cosa devono fare i genitori per controllarne l’utilizzo? Come essere certi dell’utilizzo sicuro dello smartphone dei propri figli?

Bisogna tenere presente che il telefono cellulare non è un giocattolo per bambini. Per cui deve essere continuamente supervisionato. Non si può pensare di dare ai piccoli uno strumento non fabbricato per essere maneggiato da un minore per tanti motivi. Attraverso il cellulare c’è l’accesso a contenuti che sono assolutamente off-limits, per cui certamente l’utilizzo del parental control o di un account per bambini, dove il genitore controlla continuamente quello che fa il figlio, è importante. In ogni caso la miglior cosa è stare sempre accanto al bambino, ogni tanto controllare quello che vede, che fa, rivedere la cronologia dei siti visitati.” – Consiglia la dottoressa Quaglia -.

Poi conclude, specificando un punto per chi è intenzionato a comprare un telefono cellulare ai figli e vuole avere a riguardo le diverse età dei propri bambini.

Un pochino bisogna riferirsi all’età del minore. Quando un bambino è molto piccolo, il controllo deve essere molto serrato. Se è un po’ più grande, è chiaro che il controllo può essere allentato. Ma in ogni caso serve una supervisione costante dell’adulto.

Età minima per dare uno smartphone ai bambini e uso dei social network

Un punto che da sempre è oggetto di discussione è anche l’accesso, attraverso il cellulare, del bambino ai social network come Tik Tok, Facebook ed Instagram.

La cronaca come il caso della “Blackout Challenge”, accende un riflettore verso l’utilizzo delle app come come Instagram, Facebook e Tik Tok da parte dei bambini piccoli. Del resto l’utilizzo dei social da parte dei figli è un fattore decisionale per i genitori nel comprare un telefono cellulare.

Per quanto riguarda i social, bisogna considerare che tali piattaforme digitali sono uno strumento per tenere la persona virtualmente in una piazza pubblica. Dove tutti quanti possono vedere e ascoltare quello che la persona fa o dice. Noi non lasceremmo mai il nostro bambino in una piazza a fare delle cose o a vedere delle scene senza la nostra supervisione. Lo terremmo sempre per mano, e moduleremo il nostro comportamento in base all’età del minore.” – Dichiara la psicologa e psicoterapeuta Anna Quaglia -.

Il genitore deve essere sempre presente. Il social network deve essere utilizzato quando un minore è abbastanza grande. In pratica, dai quattordici, sedici anni in poi. E comunque sempre sotto la supervisione costante dell’adulto.”

“Ai bambini piccoli assolutamente non bisogna dare un telefono cellulare personale. I bambini devono possedere i giocattoli e devono sviluppare la manualità con essi. Può essere consentito giocare con lo strumento della mamma, ma non certamente permettere di possedere liberamente uno strumento che non è un giocattolo. Da qui, anche il social ne viene di conseguenza. Il social network è uno strumento da adulti, non è per bambini. Non è un giocattolo. Non si lascia un bimbo in piazza da solo.” – Conclude la dottoressa Anna Quaglia -.

© Riproduzione Riservata
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Martina Sapio Studentessa di Giurisprudenza alla Federico II di Napoli, scrivo per la sezione Attualità e vedo nel giornalismo il modo migliore di mettere in pratica le mie conoscenze. Ho sempre amato scrivere così come ho sempre amato informarmi sul mondo che mi circonda, sul suo modo di cambiare e di evolversi. Per questo ho deciso di iniziare ad esplorare questo mondo. Capire da quali meccanismi è mossa la nostra società. Mi interesso in particolar modo di politica e di tematiche economiche, sia di carattere nazionale che internazionale, di come queste costanti influenzino tutti noi. Nello scrivere cerco di essere quanto più diretta e chiara possibile: un lavoro di ricerca e di rifinitura che ha come obiettivo la sola, vera informazione. Leggi tutto