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13 giugno 2012

Il Mediterraneo che vorremmo: venerdì mattina convegno internazionale a Catania

Venerdì 15 giugno alle 9, nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania, si terrà la sessione inaugurale del convegno internazionale sul tema  “Il Mediterraneo comunità potenziale. Relazioni di “vicinato” e riduzione del pensare pregiudiziale nella Nuova Europa”, promosso dal prof. Orazio Licciardello, docente di Psicologia Sociale dell’Università di Catania, e dalla prof.ssa Daniela Damigella, dell’Università di Messina, al quale parteciperanno anche studiosi delle università di Southampton (Uk) e Chemnitz (Germany).

In apertura dei lavori, interverranno il rettore Antonio Recca, il direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione Dario Palermo, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, il vice-prefetto di Catania Annamaria Polimeni, il presidente della Provincia regionale di Catania Giuseppe Castiglione, il presidente della Camera di Commercio di Catania Piero Agen, il presidente dei Giovani Industriali di Catania, Antonio Perdichizzi, il vice-presidente dell’Apindustrie di Catania Francesco Bizzini.

Studiosi siciliani ed europei si confronteranno perciò su un tema di rilevante importanza per il futuro del Vecchio Continente e dei Paesi di tutta l’area interessata, al quale l’Unione europea ha dedicato notevoli sforzi politici e risorse economiche, già a partire dal meeting di Barcellona del 1995, cui parteciparono i 17 Paesi europei, che allora la costituivano, e 12 Paesi dell’Area mediterranea.

Malgrado le risorse impegnate, l’obiettivo di realizzare un’Area di libero scambio entro il 2010, come premessa per costruire un futuro di pace e cooperazione tra i popoli del Mediterraneo, non solo non è stato raggiunto, ma appare ancora molto lontano. Il raggiungimento di tale obiettivo, infatti, investe identità sociali e culturali, tradizioni e sistemi valoriali differenti, stereotipi e atteggiamenti pregiudiziali, che affondano le radici in un intreccio di relazioni conflittuali, complesso da districare ma che occorre esplorare adeguatamente, non limitando l’analisi alle pur importati categorie di tipo economico.

L’Area Mediterranea, certamente strategica per il rafforzamento dell’Ue e per la crescita e lo sviluppo economico dei Paesi coinvolti, può essere considerata, culturalmente e psicologicamente, nei termini di una “Comunità potenziale” che occorre costruire, come condizione fondamentale per raggiungere obiettivi di pace e fruttuosa convivenza tra le genti degli Stati costieri, individuando le tante similarità che accomunano i popoli mediterranei e cogliendo anche le tante opportunità (economiche e socio-cultuali) che possono derivare dal confronto tra le diversità.

La Sicilia, per la sua posizione geografica, può costituire il cuore propulsivo delle politiche di sviluppo economico e sociale di tutta l’area ed appare come una sorta di ideale laboratorio per studiare i fenomeni che investono la questione Mediterranea e per concorrere ad individuare le soluzioni possibili rispetto ai problemi che ne frenano l’evoluzione nella direzione desiderata.

Nell’ateneo di Catania operano, ormai da decenni, gruppi di ricerca che svolgono attività mirate ad esplorare scientificamente le complessità delle relazioni tra i popoli del Mediterraneo, nonché il quadro delle rappresentazioni sociali che caratterizzano l’area specifica in termini di “Comunità potenziale”; in tal senso, il convegno costituisce anche l’occasione per discutere alcuni dei risultati nel tempo ottenuti.

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