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1 giugno 2012

Il Professor Alberto Marradi racconta la Scuola Estiva sul Metodo e la Ricerca Sociale

 Anche quest’anno, immancabilmente, torna la Scuola Estiva sul Metodo e la Ricerca Sociale, giunta ormai alla sua IX edizione.  Come sovente, l’evento formativo, voluto dall’associazione Paideia, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione dell’Università di Salerno, si terrà presso il Borgo Medievale di Terravecchia, sito in Giffoni Valle Piana (Salerno). Tantissime le novità di questa nuova edizione e soprattutto di particolare interesse gli argomenti che saranno affrontati nelle due settimane in programma, dal 27 Agosto al 7 Settembre 2012. Previsti per la prima settimana, due corsi: “La cosa più difficile: scegliere indicatori e combinarli in indici”, corso che sarà tenuto dal Professor Alberto Marradi (ordinario dell’Università di Firenze e Buenos Aires) e “Analisi mono e bivariata dei dati:  vari software a confronto”, tema che sarà affrontato dai Dottori  Felice Addeo, Paolo Diana e Fiorenzo Parziale (ricercatori dell’Università di Salerno).

Durante la seconda settima, invece, si potrà seguire il corso tenuto dal Professor Giovanni Di Franco (associato dell’Università di Salerno) su “Analisi multivariata dei dati con software statistici”,  oppure approfondire i temi “Indicatori valutativi” con il  Professor Mauro Palumbo (ordinario, dell’Università di di Genova)  e ”Intervistando al telefono” con il Professor Michele Sapignoli (ordinario dell’Università di Bologna).

In occasione dell’apertura ufficiale delle iscrizione alla IX edizione della Scuola estiva  sul Metodo e la Ricerca Sociale, Controcampus ha voluto incontrare il Professor Alberto Marradi, promotore e organizzatore da sempre dell’importante momento di alta formazione, a cui va il mio personale grazie per la gentilezza e soprattutto per la sua sua infinità disponibilità.

1. La scuola estiva Scuola sul Metodo e la Ricerca Sociale giunge quest’anno alla sua nona edizione.  Qual è, a suo avviso, Professor Marradi, la vera chiave del successo di questo momento formativo?

 Le chiavi sono almeno cinque:

1) il formato, che alterna le lezioni e alle esercitazioni che gli allievi svolgono in piccoli gruppi spontanei in aulette a loro riservate ed equipaggiate, con l’eventuale aiuto di tutors competenti che fanno parte sin dall’inizio (2004) dello staff della scuola.  Il momento della correzione corale degli esercizi, in cui ognuno impara dagli errori di tutti, è sicuramente il momento più efficace della scuola.

In dicembre abbiamo mandato per mail due domande (la scuola vi è servita per la carriera? vi è servita per la vostra formazione) a tutti i (quasi 500) giovani studiosi che hanno seguito una o più settimane della scuola dalla sua istituzione. Fra le varie centinaia di risposte — che si possono consultare sul nostro sito, con tanto d’indirizzo mail del mittente per eventuali controlli — varie decine menzionano questa correzione collettiva come il momento clou della scuola.

2) la straordinaria qualità dei docenti, quasi tutti membri di Paideia, un’associazione accademica (e non solo) che si batte da anni (invano) contro il degrado culturale del paese

3) la loro straordinaria passione didattica, che è il motivo per il quale li scegliamo.  Colleghi che altrove vanno solo se giustamente compensati da noi vengono gratis.  Offriamo ovviamente loro vitto e alloggio, e rimborsiamo immediatamente, sulla parola e senza scartoffie, le spese di viaggio.

Almeno risparmiamo loro la seccatura di aspettare i rimborsi accademici, che arrivano dopo anni e spesso decurtati.

4) la straordinaria bellezza del posto.  Era un borgo medioevale in rovina; è stato restaurato con fondi europei ottenuti da uno dei numi tutelari della scuola, il dr. Ugo Carpinelli, ex sindaco della vicina Giffoni Valle Piana ed ex deputato ragionale, che va giustamente orgoglioso di questa sua co-creazione.  I restauratori hanno speso benissimo i fondi europei, creando una sinfonia di pietra e di legno così armonica che lascia tutti incantati.  Gli studenti soggiornano in una decina di palazzi, cui sono stati dati i nomi dei vari popoli che hanno abitato o dominato la zona, e per due settimane sono i padroni del borgo.

5) il clima di fratellanza fra gli allievi, e fra loro e i docenti, che si crea nelle due settimane.  Mangiamo, e la sera — se non sono previsti eventi culturali — ci ritroviamo a chiacchierare, scherzare e cantare in un meraviglioso bar fra gli ulivi che da solo vale il viaggio.

2. In questa nuova edizione, si affronteranno vari temi come il complesso mondo degli indicatori e degli indici e l’uso di strumenti informatici a supporto della ricerca. La scelta dei contenuti del corso nasce da…

Dalle risposte a un questionario che distribuiamo durante la prima lezione di ogni settimana.  Naturalmente le richieste degli studenti sono accolte se possiamo soddisfarle con un docente competente e appassionato, disposto a venire a insegnare alle nostre condizioni, e libero nel periodo.  Per esempio, quest’anno il docente che per la seconda volta nell’arco di 5 anni avrebbe tenuto il corso sulle risorse disponibili in rete per la ricerca sociale, è stato trattenuto per i suoi impegni di preside a Torino e abbiamo dovuto sostituirlo.   

3. Ogni anno, decine di persone partecipano attivamente a questa lodevole iniziativa dell’associazione Paideia. Ma chi sono questi adepti? La scuola a chi intende rivolgersi in particolare?

La scuola deriva da una scuola precedente, di tema più ampio (teoria e metodo nelle scienze sociali) che si è tenuta dal 1999 al 2004.  Negli anni dispari in un bel convento presso Viterbo, negli anni pari sulle spiagge: siamo stati nel 2000 in Sardegna, appoggiati a un hotel 5 stelle a due passi dalla Costa Smeralda, nel 2002 in Puglia, facendo lezione in una pianeta e in una specie di conca naturale sul mare, che si ammira al centro dell’homepage del sito di Paideia, nel 2004 a Vietri sul Mare, anche qui basati in uno splendido hotel.  Questa scuola-madre era una creazione del coordinamento dei dottorati in sociologia, che al tempo presiedevo.  Di conseguenza il target principale sono i dottorandi.  Ma partecipano anche ricercatori dottori di ricerca, assegnisti, borsisti, laureandi.   Non ci sono preclusioni o selezioni, e il clima è assolutamente paritario.  Anche la provenienza accademica e geografica è la più vasta possibile, e di questo fatto l’ex sindaco e l’associazione che gestisce il Borgo che ci ospita vanno particolarmente orgogliosi: ogni anno mi chiedono di vedere la tabella con le provenienze degli iscritti.

4. Parliamo della location: Terravecchia, piccolo borgo delle valli picentine, dove il tempo sembra quasi essersi fermato. Perché proprio un posto così “speciale” per la scuola estiva?

Perché così per 5 giorni netti uno sta fuori dal mondo, in mezzo alla natura, e pensa a cose diverse da quelle cui pensa per tutto l’anno.  L’ispirazione è dichiaratamente al Lykaion di Aristotile, ex bosco di lupi alla periferia di Atene bonificato da Alessandro Magno per farne dono al suo tutore, e padre — almeno nel nome — dei nostri licei.  Il lykaion era insieme biblioteca, orto botanico e zoo.  Gli allievi discutevano e classificavano rocce, animali e piante passeggiando.  Ragionando sugli esemplari di animali e piante che i generali eredi di Alessandro gli mandavano dai 4 angoli del mondo allora conosciuto, Teofrasto, allievo ed emulo di Aristotile, precorse di 2 millenni le idee di Lamarck e Darwin sull’evoluzione.

Provi a immaginare una cosa del genere nel centro di Roma.

5. Oltre alle ore d’aula, gli organizzatori dell’evento formativo da sempre propongono anche delle attività extra studio per intrattenere soprattutto chi è fuori sede. Quali novità quest’anno?

Grazie per averlo notato.  E’ stato un mio personale impegno dedicare alcune sere delle due settimane a un omaggio alla cultura napoletana.  Per fortuna il direttore di Paideia, il collega Di Franco, è un raccoglitore di cd di grande valore culturale; abbiamo potuto così gustare il teatro di De Filippo, il cinema di Totò, il cabaret di Troisi.  Abbiamo scovato e proiettato un filmato dedicato al tarantolismo con regia di Ernesto De Martino e testo di Quasimodo.  Colleghi di Napoli e Salerno sono venuti per illustrarci l’iconografia del Grand Tour, il significato antropologico della festa, la Napoli come ultima metropoli plebea di Pasolini.  Un altro dei numi tutelari della scuola, il prof, Dini discendente della famiglia nobiliare di Giffoni, ci intrattenuto su temi così distanti fra loro come Parmenida, Masaniello e Maradona.  Nel week end fra le due settimane abbiamo visitato tre volte Paestum, e poi Ercolano, Pompei, Velia, Amalfi, Ravello.  Abbiamo fatto hiking sui sentieri disegnati da Giustino Fortunato grande meridionalista nativo di Giffoni.

Insomma, un omaggio devoto e appassionato al grande retaggio culturale del Sud, senza mai ricevere un euro dagli enti locali.

Quest’anno il collega Di Franco, ex tastierista, farà omaggio a un’altra sua passione: la musica giovanile napoletana negli anni 70.  Stiamo cercando di far venire anche Peppe Barra

 per una sua esibizione.

Nel week end lasceremo la scelta fra tornare a Ravello-Amalfi o fare hiking su alcuni sentieri del parco naturale del Cilento.

6. Tre buoni motivi per partecipare alla prossima edizione della Scuola estiva sul Metodo e la Ricerca Sociale…

Li ho illustrati anche troppo abbondantemente, e me ne scuso con voi e coi lettori.  Li riassumo in 3 (anzi 4) parole:

  1. cultura
  2. natura
  3. amicizia e (perché no) amore

Per info e per le modalità di partecipazione è possibile scaricare l’allegato ProgrammaTerravecchia 201

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