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28 giugno 2012

L’UniSi salpa per il progetto Concordia

Grande soddisfazione arriva dal mondo toscano: è stato affidato al dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Siena, il progetto per la rilevazione del danno ambientale causato dal naufragio della nave crociera Costa Concordia.

Il relitto è ormai da mesi adagiato su un fianco, proprio a ridosso di una scogliera dell’isola del Giglio; ha resistito e tuttora resiste, a burrasche ed intemperie ma finalmente ci si è chiesto per quanto tempo ancora potrà permanere così la situazione e la preoccupazione per la fauna e la flora marina viene di conseguenza a tale circostanza.

Le attività di rimozione, iniziate lo scorso mese, sono operazioni lunghe e minuziose ed è perciò fondamentale l’avvio dei lavori di ricerca fortemente sostenuto dalla Regione Toscana, per mantenere costantemente sotto osservazione l’ecosistema dell’intero Arcipelago, studiando le specie marine che abitano lo spazio intorno alla nave e valutando accuratamente gli indicatori di stress e di danno causati dal “bestione” accoccolato.

L’accordo stipulato con l’Ateneo senese prevede che fino al 31 Dicembre, salvo prolungamenti in concomitanza con la rimozione della Concordia, i giovani ricercatori affileranno le proprie strumentazioni coordinati dal Prof. Silvano Focardi, assicurando un lavoro di scandaglio ad hoc, affiancati e supervisionati dall’Arpat, cofinanziati dalla Regione Toscana e dal Dipartimento di Scienze ambientali.

Obiettivo preminente è verificare e quantificare l’accumulo di sostanze tossiche e la dispersione di contaminanti; la salubrità di un’area marina così importante per la Toscana, non può essere trascurata e indubbia sarà la professionalità e l’attenzione dei ricercatori del Dipartimento di Scienze ambientali senese; con l’augurio di non avere a bordo “lo Schettino di turno”.

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