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22 Giugno 2012

L’Università del Sacro Cuore discute di sicurezza sul lavoro

Sabato, 23 giugno, il Ramazzini Work Team dell’Università Cattolica del Sacro Cuore promuoverà il seminario Esposizione professionale a nanomateriali: cosa serve sapere al Medico del Lavoro.

Dalle 9.30 alle 13.30, il Centro Congressi Europa supervisionato dalla SIMLII, acronimo della  Società Italiana di Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale faranno il punto della ricerca e della prevenzione sull’esposizione professionale alle nanotecnologie.

Nello specifico il seminario verterà su diversi punti volti ad approfondire la tematica esaltandone i differenti aspetti relativi alla valutazione, alla gestione del rischio e alla sorveglianza sanitaria.

I diretti interlocutori del dibattito saranno i Medici Competenti del Lavoro oltre a tutti gli specializzandi; inoltre nel corso della mattinata verrà conferito un premio per onorare il ricordo del Prof. Francesco Vinci.

Negli ultimi tempi l’impiego di nanomateriali è in forte espansione, con innumerevoli effetti positivi, tuttavia pochi si interrogano circa il loro impatto sulla salute del lavoratore.

Questa la preoccupazione riportato dal quotidianosicurezza.it, il giornale dell’ANFOS, l’Associazione nazionale che si occupa di formazione sul lavoro.

Medicina, tecnologie dell’informazione e della comunicazione, produzione di energia e di nuovi materiali, oggigiorno i nanomateriali sono parte integrante del loro processo di creazione di questi come di moltissimi altri comparti della produzione.

Studi internazionali guidati dal NIOSH, il National Institute for Occupational Safety and Health e EU-OSHA, l’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro, mettono in evidenza il bisogno e l’urgenza di programmare e mettere in pratica studi scientifici ad hoc con informazioni più specifiche, tali da valutare nel modo più corretto possibile i rischi che comporta il loro utilizzo.

Esiste un vero e proprio rischio occupazionale dovuto all’esposizione anche indiretta alle nanoparticelle.

Moltissimi sono i lavoratori che quotidianamente lavorano a contatto con tali sostanze in quanto sottoprodotti di altre attività industriali, quali il processo di combustione o anche piccole operazionii di taglio e lavorazione a caldo di materiali.

Con una corretta comprensione della tossicologia delle nanoparticelle si potrebbe arrivare a definire l’iter per la valutazione multi-strumentale dell’esposizione occupazionale, questo è l’obiettivo della tavola rotonda che gli addetti si propongono di affrontare nel semimario del prossimo sabato.

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