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10 giugno 2012

L’Università di Taranto ricorda le vittime del lavoro

Le chiamano morti bianche: sono le vite spezzate di giovani lavoratori. Sono morti ingiuste, evitabili, sono le vittime del proprio lavoro e della negligenza di chi non rispetta le norme di sicurezza. Nel loro ricordo, il 12 giugno, si terrà presso la II Facoltà di Giurisprudenza di Taranto, il convegno “Per un processo giusto e rapido”, una giornata per non dimenticare chi ha perso la vita e per sostenere i familiari delle vittime che, con forza, portano avanti la battaglia per una sentenza che doni loro giustizia.

Il convegno, con inizio previsto alle ore 15.00, si svolgerà alla presenza di numerose figure istituzionali di spicco. Parteciperanno, infatti, il Senatore Antonio Maritati, della Commissione Giustizia del Senato, i segretari Nazionali CGIL, CISL e UIL, il Presidente dell’associazione “Libera”, Don Luigi Ciotti, il Sindaco di Torino, Piero Fassino assieme ad alcuni familiari delle vittime del disastro ThyssenKrupp e, in qualità di moderatore, il Preside della Facoltà prof. Antonio Uricchio. A conclusione dell’evento, l’intervento di Cosimo Semeraro, presidente dell’associazione tarantina “12 giugno”, di cui fanno parte familiari delle vittime del lavoro.

La giornata di studio si colloca all’interno di una serie di celebrazioni che la città di Taranto rinnova ogni anno, da quattro anni, il 12 giugno, quale “Giornata per ricordare le morti del lavoro di Taranto e Provincia”. Una data, tutt’altro che casuale: era il 12 giugno del 2003 quando due giovani operai, Paolo Franco e Pasquale Dettore, rispettivamente di 26 e 24 anni, persero la vita sotto una gru nello stabilimento Ilva di Taranto. Paolo e Pasquale, furono i primi della grande ondata di giovani che continuano a morire sul lavoro.

Un’ondata che, rabbiosamente, attraversa tutto il Paese: è di tre giorni fa, l’ultima morte bianca, quella di Pasquale La Rocca, un giovane operaio schiacciato da un muletto nello stabilimento Ilva di Novi Ligure. Aveva 31 anni. E come non volgere un pensiero ai 13 operai scomparsi sotto le macerie dei capannoni, crollati a causa del sisma che ha colpito l’Emilia: anche loro, vite umane volate via per guadagnare il proprio diritto-dovere di lavoratore. Paradossale, eppure, è anche questa, l’Italia.

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