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24 giugno 2012

L’Università IULM collabora con Gambero Rosso

Una settimana fa, il 18 Giugno, l’Università IULM ha ufficializzato la partnership con Gambero Rosso, editore italiano specializzato nella valorizzazione del meglio dell’enogastronomia. La partnership prevede l’attivazione di nuovi  percorsi formativi negli ambiti della ristorazione e dell’agro-alimentare.

Verrà aperto anche il progetto Città del gusto entro il campus, l’niziativa è già presente a Roma, Napoli e Catania. La concretizzazione del progetto (giugno del 2013) prevede che nei locali dell’attuale mensa dell’Ateneo, vengano allestite aule didattiche attrezzate per lo svolgimento di corsi di cucina per tutti i livelli, di un’aula in grado di ospitare eventi di promozione eno-gastonomica, di un laboratorio di degustazione di vino, distillati e birra. L’intero progetto mira a creare nuove occasioni formative inerenti l’ambito dell’alimentazione; ma anche dar vita a un polo universitario e professionale in cui poter sviluppare progetti ed eventi finalizzati alla valorizzazione della ristorazione e dell’agroalimentare di qualità, per poter inoltre valorizzare le ricerche accademiche in relazione alla cultura eno-gastronomica e alla promozione del cibo inteso come patrimonio culturale. Potrà essere attivato un ricco calendario di corsi: corsi di cucina per appassionati e per professionisti, lezioni di degustazione e dimostrazioni condotte da grandi chef, corsi di team building destinati alle aziende e di management della ristorazione.

Il mercato del food & beverage è in pieno fermento ed è in grado di offrire ampi spazi occupazionali, anche in questo periodo di crisi e dissesto finanziario. E la cultura alimentare si va sempre più radicando nelle sue varie sfumature del vivere sociale: dalle fiere gastronomiche di paese all’aumento il numero dei gourmand, si moltiplicano gli appuntamenti, le fiere e le manifestazioni centrate sul piacere della buona cucina, cresce l’attenzione rivolta dai media al fenomeno culinario. La stessa figura dello chef è vista come una professione di assoluto successo. Non a caso hanno molta audience i vari reality show o programmi televisivi incentrati sulla cucina.

Nei mesi scorsi l’Università IULM, per mezzo del suo Osservatorio sui Consumi Alimentari coordinato dal professor Vincenzo Russo, e Gambero Rosso hanno promosso e condotto una ricerca a livello nazionale sull’Analisi del fabbisogno formativo nel Restaurant Management, che ha coinvolto un campione di 1.549 persone composto da esperti del settore agro-alimentare, da manager della ristorazione e del food & beverage, ma anche da chef, maître e sommelier.

Lo studio ha evidenziato alcune specifiche esigenze formative espresse dagli operatori del settore della ristorazione e alcune difficoltà che essi hanno nell’interfacciarsi con il sistema agroalimentare del proprio territorio di riferimento.
Premesso che il 58% dei rispondenti dichiara di non aver mai frequentato corsi di specializzazione nel campo della gestione manageriale della ristorazione o dell’hospitality, dalla ricerca emergono alcune evidenze:
• circa il 50% del campione vorrebbe sviluppare le proprie conoscenze in business management;
• oltre il 50% dichiara che l’etica del business è un elemento importante, meritorio di una formazione specifica e determinante in un contesto sempre più sensibile all’autenticità, alla qualità e alla sostenibilità dei prodotti;
• ben il 60% ritiene fondamentale incrementare le proprie conoscenze in ambito marketing-comunicazione e quasi il 75% in materia di gestione dei costi;
• un buon 70% considera fondamentale migliorare le proprie tecniche di cucina;
• risulta diffuso il bisogno di approfondire le competenze sul vino (oltre 70%) e di migliorare la padronanza delle lingue straniere (oltre 70%).
Uno spaccato della ricerca si è poi focalizzato sul valore/utilizzo dei prodotti agroalimentari del territorio:
• il 44,5% del campione dichiara che tali prodotti sono ancora poco utilizzati e ben l’82% afferma che dovrebbero essere maggiormente valorizzati;
• il 65% afferma di non utilizzare i prodotti del territorio (KM 0) per le difficoltà di relazione con gli imprenditori dell’agroalimentare locale; il 43% perché i prodotti non sono gestiti direttamente dai loro fornitori; il 35% per la difficoltà di reperimento;
• il 41% dichiara che tali prodotti sono ancora troppo cari (perdendo di vista il valore aggiunto che la qualità del territorio può offrire alla ristorazione).

Sotto la direzione scientifica dell’Università IULM e di Gambero Rosso stanno per nascere alcuni percorsi formativi tesi a compensare le lacune emerse e a rispondere alle esigenze rilevate dal sondaggio condotto dall‘Osservatorio sui Consumi alimentari. Nello specifico:

• Un Master universitario in Food & Wine Communication (pre-iscrizioni: da giugno a ottobre – attivazione: novembre 2012)
Il master prevede l’insegnamento delle strategie e delle tecniche di promozione, comunicazione e marketing dei prodotti eno-gastronomici. La figura professionale in uscita è quella di un comunicatore esperto nel settore Food & Wine in grado di organizzare e gestire eventi di settore. Tutto questo ben si inserisce nel processo di sviluppo della cultura alimentare connessa a Expo 2015.
• Un corso di specializzazione in Web e Social Media Marketing per il settore enogastronomico e agro-alimentare (attivazione: ottobre 2012).
La proposta formativa (divisa in 3 moduli) è finalizzata a sviluppare, all’interno delle aziende dei settori di riferimento, le competenze/abilità per la progettazione e lo sviluppo di attività di comunicazione attraverso il web e i social media.
• Due corsi nell’area del Restaurant Management (attivazione: novembre 2012) in risposta alle richieste e ai bisogni del campione coinvolto nella ricerca. Al via due corsi di durata massima di 60 ore. Uno sul tema dell’analisi, gestione e controllo dei costi nella ristorazione e il secondo più specificatamente sulle strategie di vendita e la gestione della relazione con il cliente.

D’altro canto, come disse Anthelme Brillat-Savarin nella sua “Fisiologia del gusto” (1825): “La cucina è l’arte più antica, perché Adamo è nato a digiuno.

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