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21 giugno 2012

Medicina all’Unical: un falso problema!

DotNetCampus 2012 a Unical

Al solito la girandola di pareri e opinioni non trova mai un centro di informazione concreta e reale. In questi casi non si fa altro che seguire la scia delle affermazioni e smentite

Unical

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Si era fermi alla smentita ufficiale del rettore dell’Unical, Latorre, profferita al rettore  dell’Università Magna Grecia, Quattrone, che chiedeva lumi su un protocollo di intesa tra Asp di Cosenza, regione Calabria e La Sapienza di Roma.

Il rettore dell’Unical aveva formalmente assicurato che l’Università cosentina fosse totalmente estranea all’iniziativa e non avesse sottoscritto alcuna convenzione in materia.

Si era raccontato dell’esistenza di un Consorzio per lo Sviluppo delle Scienze Sanitarie (CO.SCIEN.SA) che, tra il 2009 e il 2010, aveva raccolto l’adesione del Consiglio provinciale di Cosenza.

Tale consorzio è preposto all’offerta formativa nel settore parasanitario, la qual cosa di fatto aprirebbe la strada all’attivazione di corsi di laurea nelle professioni sanitarie presso l’ASP di Cosenza.

Il consorzio Co.Scien.sa, rappresentato dal Sindaco di Montalto Uffugo (Cs), Ugo Gravina, assume come propedeutiche ed altamente significative rispetto all’istituzione della facoltà di medicina, le iniziative formative in ambito medico-sanitario che Salvatore Andò, preside della Facoltà di Farmacia e Scienze della Nutrizione dell’Unical, ha già messo a disposizione, e che potrebbero esaudire, senza alcun onere aggiuntivo per le casse dell’Ateneo, la formazione del  primo triennio del corso di laurea in Medicina.

Sembra dunque che, al solito, si tratti di una questione di prassi politica che vada a braccetto con poteri universitari, al di qua e al di là della Sila montana.

Sempre raccogliendo notizie sparse per il web, dal versante politico cosentino, per ora ci si limita a rispondere che il tempo dei campanilismi è finito e che ci sono le condizioni per creare un polo medico nel capoluogo bruzio.

Posizione questa fortemente difesa dai consiglieri comunali di Rende e dal senatore Antonio Gentile, il quale ebbe ad annunciare la stipula della convenzione, precisando, tuttavia, che non si trattava di un passo decisivo verso la creazione di Medicina nell’Università calabrese (smentito da se stesso come leggeremo nel seguito!).

Siamo, difatti, ai primi giorni di giugno 2012 e il sen. Gentile in una nota stampa annuncia la firma della convenzione tra La Sapienza, l’ASP cosentina, con il concorso dell’azienda ospedaliera e dell’Unical, che avrebbe consentito per l’anno prossimo, attraverso l’art 2, comma 3 del medesimo atto, l’ampliamento dell’offerta formativa per tutte le lauree relative alle professioni sanitarie (attivati i primi 30 posti nell’anno in corso).

Senza tanti giri di parole il senatore indicava nella convenzione un primo, importante passaggio verso l’apertura della facoltà di Medicina a Cosenza.

Nei ringraziamenti fatti dal senatore per l’operazione compiuta sono nominati Gianfranco Scarpelli, direttore generale Asp, Capparelli, direttore del policlinico Umberto I^ e Gaudio, preside della facoltà di medicina dell’Umberto I^, la Giunta Regionale Calabria, Salvo Andò dell’Unical e Paolo Gangemi, direttore dell’azienda ospedaliera di Cosenza.

Abbiamo lavorato per poter dare il nostro contributo – dice il sen. Gentilein favore della città di Cosenza e della sua nobile tradizione medica e crediamo che questo risultato tangibile sia un riconoscimento al valor intrinseco della sanità cosentina.

Già agli inizi del duemila insieme al compianto rettore Venuta dell’Università di Catanzaro – prosegue Gentileattivammo i corsi a distanza per le lauree infermieristiche in città, dando il via fattivamente all’insediamento di una sede universitaria nel capoluogo.

Riteniamo che questa convenzione – continua il sen. Gentilepossa rappresentare anche un’opzione preziosa per far crescere qualitativamente la stessa offerta sanitaria nel nostro distretto e auspichiamo che la sede possa essere ubicata nel centro storico cosentino, anche per rilanciarne le vocazioni culturali ed accademiche.

Onestamente, dopo aver letto questa lunga stamp press del senatore, le smentite e le reinterpretazioni succedanee degli stessi protagonisti di questo casus belli sembrano nascondere ancora di più le vere intenzioni.

Forse la nota congiunta del 19 giugno 2012 del consigliere del comune di Catanzaro, Marco Polimeni, insieme con il rappresentante degli studenti del Cda Umg, Giuseppe Mazza, potrebbe dare un corretto livello di lettura dell’intera vicenda.

In essa si estrapola quanto segue: “Quello che sta avvenendo nella città di Cosenza, è una proposta di realizzare, tramite protocollo d’intesa con l’Università la Sapienza di Roma, l’attivazione di alcuni corsi di laurea triennale in ambito delle professioni sanitarie. Corsi che, peraltro, sono stati negli scorsi anni dismessi dalla stessa Università di Catanzaro.

In definitiva l’iniziativa, fino a quando rimarrà confinata a questo, non è altro che una attuazione che incrementa i servizi formativi regionali, vista di buon occhio, se non vi sarà sovrapposizione nell’utilizzo degli spazi adibiti alla formazione e al tirocinio da parte degli studenti per i quali l’Università di Catanzaro è l’unico polo regionale attivato per la formazione in ambito sanitario, come da accordi da tempo stipulati d’intesa con la Regione Calabria e con l’ASP di Cosenza.

Melina Rende

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