• Google+
  • Commenta
7 giugno 2012

New York, il sindaco lotta contro l’obesità

Che l’obesità sia un problema nazionale di grande entità per gli americani è un fatto risaputo: è sicuramente una delle principali cause di morte all’interno degli USA, ed affligge anche i più giovani. Da dove nasce? Essendo appena tornata proprio da New York, devo dire che non mi è stato affatto difficile comprenderlo: la città trabocca di invitanti cibi e bevande pieni di zuccheri, spesso aggiunti –basti pensare alle varie salse e creme- che inevitabilmente se consumati giornalmente portano all’obesità. E infatti non è raro vedere nella metropolitana gente che occupa praticamente due sedili, e che probabilmente ingannerà il tempo del tragitto sgranocchiando delle patatine o divorando una barretta di cioccolata.

Una cosa interessante è che negli Stati Uniti, al contrario di molti altri Paesi, è solitamente la fascia più povera della popolazione ad essere colpita dall’obesità, poiché, avendo poco da spendere, si rifugia a pranzo in un Mc Donald’s, o in un Burger King, o ancora in un KFC o in un Wendy’s.

Per cercare di risolvere questo problema, il sindaco di New York Michael Bloomberg ha proposto che venga vietata la vendita di bevande extralarge –ovvero superiori ai 500 ml- in tutti i bar, pub, ristoranti, cinema e ovviamente fast food della sua città. Questa non è certo la prima battaglia che Bloomberg combatte per la salute dei suoi concittadini: già si era prodigato per impedire di fumare in moltissimi luoghi pubblici e contro l’uso di grassi insaturi e transegini nei ristoranti.

Adesso è arrivato il momento delle bevande: se il Board of Health approverà la sua proposta, a partire da marzo 2013 tutti coloro che trasgrediranno subiranno una multa di centinaia di dollari. Naturalmente il divieto non riguarda tutte quelle bevande che contengono meno di 25 calorie per 250ml, come l’acqua e le bibite dietetiche.

Lo stesso sindaco ha dichiarato che, mentre tutti riconoscono che l’obesità è un problema nazionale senza fare concretamente niente per risolverlo, “New York non si gira le mani, fa qualcosa. Credo che questo è ciò che si aspetta la gente dal sindaco”.

Ma sarà davvero ciò che vuole la gente? Le polemiche non son mancate, a cominciare dall’illustre New York Times nelle cui pagine si è letto che “i newyorchesi hanno bisogno di un sindaco, non di una tata”. È indubbio in effetti che così facendo il sindaco stia adottando nei confronti dei concittadini lo stesso atteggiamento di un padre che dice al figlio “questo non lo puoi avere”. Siamo sicuri che una campagna di sensibilizzazione non avrebbe lo stesso effetto, senza bisogno di divieti? Ma in realtà si sta tentando anche questa strada. L’immagine qui accanto è ciò che si vede in moltissime metropolitane di New York; come moltissime altre, cerca di far comprendere quanti zuccheri vengano assunti attraverso quelle bevande, gassate e non, e di come siano assolutamente eccessivi.

Se da un lato vi sono quindi le proteste di lobby come il Center for Consumer Freedom– che difende le industrie della carne, dell’alcol, del tabacco e dei fast food, dall’altro Walter Willet, presidente del Department of Nutrition della Harvard School of Public Health, dichiara che “ormai è accertato che il consumo indiscriminato di queste bibite aumenta il rischio di malattie come l’obesità ed il diabete”.

Alice Yen, neolaureata alla Duke University, ha messo invece in risalto il costo economico ancor più che di salute: “ricordatevi che a pagare le astronomiche cure per le malattie croniche di questi obesi siamo noi contribuenti”.

Insomma, l’obesità è dunque un problema di tutti, non solo degli obesi; di conseguenza deve essere nell’interesse di tutti risolverlo, in un modo o nell’altro.

Google+
© Riproduzione Riservata