• Google+
  • Commenta
2 giugno 2012

“Parole per dire la violenza”: l’ultimo appuntamento di una serie di seminari sul tema.

Giovedì 7 giugno, dalle ore 17 alle 19 presso la sala lauree della Facoltà di Scienze Politiche a Palazzo Venturi, via Verdi n. 25, avrà luogo l’ultimo appuntamento di una serie di seminari sul tema “Parole per dire la violenza”. Attraverso un ciclo di tre incontri, organizzati dal CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne), l’iniziativa si è propostadi esplorare diverse forme del discorso pubblico sulle violenze contro le donne a partire dall’analisi dell’origine, del senso, degli usi e del ruolo politico e istituzionale di alcune parole-chiave: violenza domestica, femminicidio, stalking, mutilazioni e modificazioni genitali.

In questo appuntamento, organizzato da Silvia Nugara, dottoressa di ricerca di Linguistica Francese all’Università di Brescia e di Paris III-Sorbonne Nouvelle, in collaborazione con il CIRSDe, interverrà la Dott.ssa Saida Ahmed Alì, coordinatrice del progettoAurora per l’eliminazione delle MGF, per presentare le normative nazionali e internazionali vigenti in materia eper illustrare lo stato dell’arte delle azioni di contrasto a questo fenomeno nei paesi africani
interessati. Tra discorso medico, giuridico, mediatico,umanitario e antropologico, il tema delle cosiddette“mutilazioni genitali femminili” chiama in causa sguardi e saperi diversi.

Verrà inoltre condotta una riflessione su come queste pratiche vengano diversamente nominate determinandone così i confini, le analogie e i legami con altri fenomeni,attribuendovi connotazioni più o meno negative e condizionando perciò il modo in cui lo sguardo abbraccia la realtà.

È in quest’ottica che si cercherà di ricostruire la controversia che interessa la denominazione mutilazioni genitali femminili (MGF) così come l’appellazione circoncisione femminile. Saranno presentate infine le ragioni per cui alcuni studiosi preferiscono parlare di modificazioni genitali adottando una prospettiva più ampia che prende in considerazione la pratica occidentale della «chirurgia estetica intima dei genitali femminili» che, benché secondo modalitàdifferenti, interessa quelle stesse parti del corpo efunzionalità che sono oggetto delle MGF.

Google+
© Riproduzione Riservata