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5 giugno 2012

Riforma dell’Istruzione: Profumo di sóla?

Continua il braccio di ferro tra Pd e il Ministro Profumo sul chiacchieratissimo “pacchetto merito”, il vero casus belli della riforma attesa mercoledì sul tavolo di Palazzo Chigi.

Chiara la posizione di Bersani & Co.: “Le misure per premiare l’eccellenza restano, ma sono complementari a quelle in favore della scuola di tutti”.

Parole che rischiano di innaffiare i sogni di gloria del titolare della “Pubblica” Istruzione, che se da un lato si dice disposto a “trattare”, dall’altro, non risparmia strali a tv e carta stampata, ree, a suo dire, di aver montato un clima ostile intorno ad un provvedimento che si annuncia, invece, gravido di clamorose novità.

Positive? Negative? Chi vivrà, vedrà!

L’impressione, pesante come un macigno, è che il muso duro di Bersani (lo so, non ci si crede) abbia davvero mosso qualcosa, vista la corsa contro il tempo che Profumo ha ingaggiato per correggere i passaggi più spinosi del testo. Decreto o disegno di legge ancora non si sa.

Diverse le misure nell’occhio del ciclone. A cominciare dalla cosiddetta “Studente dell’anno”, che ogni istituto superiore dovrà tributare al suo alunno più meritevole.

Lo studente vincitore avrà diritto ad uno sconto del 30 % sulle tasse universitarie e potrà beneficiare di una serie di agevolazioni relative a musei e mezzi pubblici.

Premi anche per gli universitari. Parola d’ordine: creatività!

Si va dalla possibilità di laurearsi con un anno d’anticipo all’iscrizione a più facoltà, passando per la proposta del  “5 %”, secondo la quale il 5% dei laureati di ogni ateneo confluirà in uno speciale elenco che servirà alle nostre imprese per selezionare i profili migliori cui offrire appetitosi contratti a tempo indeterminato con possibilità di incentivi fiscali.

Proposte che, manco a dirlo, non convincono i vertici del PD, che sente, invece, forti le sirene di una meritocrazia apparente.

Lo ribadisce l’ex Ministro Giuseppe Fioroni: “La nostra scuola deve avere l’ambizione di essere per tutti di qualità.Interventi esclusivamente mirati a incentivare la competizione e garantire l’eccellenza per pochi danno un’idea sbagliata e diversa dalla scuola della Costituzione”.

Gli fa eco, direttamente da Facebook, Marco Meloni, responsabile Università e Ricerca della segreteria di Bersani, che ha voluto spiegare, una volta per tutte, qual è il Pd-pensiero.

Queste le sue parole:

“Sul “pacchetto merito” è necessario ricondurre il dibattito – che nelle ultime 24 ore ha ingenerato confusione e qualche lettura capziosa in merito alla posizione del Pd – sui binari di un confronto serio tra il governo e le forze di maggioranza. La premessa deve essere una maggiore chiarezza da parte dell’esecutivo: dalle diverse dichiarazioni rilasciate oggi dal ministro Profumo non è del tutto chiaro se la sua intenzione sia di modificare i contenuti del provvedimento ampiamente divulgati sui mezzi di comunicazione. Ci auguriamo senz’altro di sì. Per quanto ci riguarda, il Partito Democratico è pronto a sostenere una rivoluzione del merito, nella società come in tutte le agenzie formative. Certo, il tema deve essere affrontato in modo differente nella scuola e nell’università, e le priorità di Europa 2020 lo esemplificano perfettamente: lotta alla dispersione scolastica da un lato e più laureati dall’altro sono due obiettivi che si accompagnano, e che significano ampliamento del livello di istruzione e maggiori opportunità di giungere al massimo grado degli studi. Obiettivi rispetto ai quali l’Italia è drammaticamente in ritardo.

Come lo è sulla mobilità della nostra società. Qui sta il punto centrale: il sistema di istruzione deve tornare a essere il luogo primario della mobilità sociale, della valorizzazione delle competenze, delle opportunità di realizzazione personale e professionale per i giovani. È questo il tema fondamentale per l’equità e la crescita economica e sociale del nostro Paese. Le proposte del governo, per come finora sojno state rese note, ci sono sembrate di impatto limitato, ovvero incapaci, al di là di qualche aspetto simbolico piuttosto criticabile, di “costruire” nel suo complesso un sistema fondato sul merito: di stimolare la competizione sana tra ragazzi, di premiare la fatica, l’abnegazione, il lavoro di tanti studenti, ricercatori e insegnanti che ogni giorno ce la mettono tutta, ciascuno nel proprio ambito. Al ministro Profumo diciamo: cogliamo l’opportunità di questo confronto per fare di più e meglio. Facciamolo insieme. Il Pd ha presentato una serie di proposte per far ripartire la nostra università, premiando il merito degli studenti e dei ricercatori. Confrontiamoci su quelle senza replicare, anche su questo terreno, un muro contro muro controproducente e soprattutto inutile visto che, fino a prova contraria, siamo tutti dalla stessa parte. E tutti vogliamo costruire, a partire dalla scuola e dall’università, un futuro migliore per l’Italia”.

Profumo, intanto, getta acqua sul fuoco, assicurando che “mercoledì in Consiglio dei ministri non proporrò certo provvedimenti sul premio a chi si impegna nella scuola alternativi allo sforzo, che invece deve essere sempre più intenso, per fare della scuola un mondo dove nessuno è lasciato indietro, a cominciare dai più deboli e svantaggiati. Impegniamo qualche decina di milioni per le misure a favore dell’impegno nell’eccellenza, e più di un miliardo di euro per la scuola di tutti”.

Poi la classica chiosa che taglia la testa al toro. “Diritto allo studio ed premio all’eccellenza devono essere le due facce della stessa medaglia di una scuola moderna, europea ed inclusiva”.

Un vecchio ritornello, che non passa mai (vedi Gelmini)! Ecco perché, forse, dubitare non è poi un vezzo così retrò.

 

Dichiarazioni da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/03/scuole-e-atenei-profumo-vuole-premiare-il-merito-tra-sconti-e-sgravi-fiscali/250723/

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