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24 giugno 2012

Sahara: scoperti resti di un caseificio di 7000 anni fa

Settemila anni fa, nel bel mezzo del Sahara, esistevano delle fattorie e una ricca produzione di formaggi. Una ricerca condotta dall’Università di Bristol in collaborazione con le università di Roma e Milano, si è così guadagnata la copertina di Nature.

Lo studio, condotto da Stefano Biagetti e Savino di Lernia, dell’Università La Sapienza, assieme ai britannici Julie Dunne e Richard Evershed dell’Università di Bristol, attraverso complicate analisi chimiche di frammenti di un vaso ritrovato nel villaggio neolitico di Takarcori, nella Libia sud-occidentale, ha portato a datare la più antica prova africana dell’uso e della trasformazione del latte nelle comunità di allevatori nel sud della regione del Fezzan.

Dalla ricerca è anche emerso, che 10000 anni fa il Sahara non era una distesa infinita di sabbia, ma godeva di un clima più umido e rigoglioso dove i primi cacciatori iniziavano ad avere una vita quasi sedentaria, dando vita a numerosi accampamenti. Poi, dopo circa 3000 anni, l’area iniziò a diventare più arida e spinse le popolazioni ad adottare uno stile di vita più nomade e pastorale.

I primi pastori africani usavano contenitori in ceramica per cuocere il latte e ottenere burro, yogurt e formaggio, alimenti che hanno inziato a consumare nonostante la loro intolleranza al lattosio; secondo gli autori dello studio, è anche possibile che il gene della lattasi si sia evoluto in quelle comunità grazie al consumo giornaliero di latte e derivati. Si tratta di una ricerca di indubbio interesse etnografico e antropologico, che si è ben meritata la copertina di Nature.

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