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11 giugno 2012

Trieste-Udine, anche la Sissa nella federazione?

Se il buongiorno si vede dal mattino, il progetto federativo di Trieste e Udine è destinato a riscuotere più di un consenso importante.

L’intesa è stata raggiunta pochi giorni fa, con la firma dell’accordo definitivo ad opera dei Rettori Francesco Peroni (Udine) e Cristiana Compagno (Trieste): un documento di undici pagine, composto da ventisei articoli.

Si è trattato di una delibera molto importante, che ha posto le basi per mettere fine ad una concorrenza territoriale in grado di penalizzare, a detta dei dirigenti, entrambi gli atenei.

Ora i Rettori ritengono sia possibile guardare avanti con più fiducia e “sinergia”. Malgrado le rimostranze di dissidenti quali Marzio Strassoldo (exresponsabile dell’ateneo di Udine) il quale ha parlato di un’operazione condotta da  “dirigenti triestini che mai hanno digerito la nascita dell’Università di Udine”.

Nel gioco della parti è anche stata coinvolta la Sissa (Scuola superiore di studi avanzati), la terza grande università friulana (ha sede a Trieste) il cui ruolo nella trattativa attende ancora di essere ben definito.

La novità odierna, evidenziata dall’articolo di Gabriella Ziani (Il Piccolo), è che il presidente dell’Anvur, (Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca) Stefano Fantoni, ex direttore della Sissa, ha rotto il silenzio, e si è permesso di sbilanciarsi in merito ad una fusione (anche se i diretti interessati si rifiutano di definirla tale) che ha giudicato “molto lungimirante” e dunque potenzialmente fruttuosa.

Ci sono sempre meno soldi e magari un giorno il governo potrebbe imporlo. E ciò che è imposto non è mai la soluzione migliore”, ha detto Fantoni. E ancora, “le federazioni sono importanti per costruire una massa critica ragguardevole, e poter così offrire agli studenti un panorama più ampio di didattica e di strutture.

Alla scuola potrebbe far comodo entrare a far parte della neonata federazione, e l’ex direttore lo afferma senza mezzi termini. A patto, sostiene, che gli stessi corsi di laurea magistrali si impegnino a traghettare verso la Sissa un buon numero di dottorandi; in questo modo, “anche la scuola di alta specializzazione ne avrebbe beneficio”.

Ma il bello deve ancora venire. Fantoni ha sottolineato proprio il ruolo chiave dell’ente nazionale di valutazione, che presto passerà in rassegna le strutture e fornirà un primo responso.

Una certa rilevanza viene assegnata alla recente riforma universitaria ed ai nuovi strumenti di valutazione, che a suo parere “cambiano completamente il paradigma, dovremo valutare posizioni che si reputano consolidate, e certi privilegi certamente cadranno, è logico che tutto ciò susciti resistenza e dibattito nel mondo accademico, qualcuno manifesta dubbi e timori, ma a parte alcune criticità devo dire con molta franchezza che il sistema universitario si sta coinvolgendo in maniera totale in questo processo di valutazione cui collaborano 450 scienziati, letterati e così via, e 10 mila “lettori” dei testi.

Sull’eventualità che la federazione possa inaugurare un nuovo approccio in grado revisionare in positivo il sistema universitario, Fantoni ha le idee chiare: “È un cambiamento di cultura, è il passaggio che serve per dare ai giovani criteri e regole precise per decidere della propria carriera. Tutti sapranno qual è il miglior dipartimento in Italia. Rafforzare i due atenei darà certamente i suoi effetti.

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