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30 giugno 2012

Wi Fi una continua evoluzione: “nuovi standard sono in arrivo”

Nei prossimi mesi assisteremo ad una autentica evoluzione della tecnologia Wi Fi ormai giunta alla quinta generazione. La nuova tecnologia denominata “Beamforming” triplicherà la velocità di trasmissione a 1,3 gigabit migliorando la qualità di segnale e rendendolo più stabile attraverso una copertura di luoghi anche poco raggiungibili. Quindi entro il 2013 la nuova tecnologia con i 7 gigabit al secondo annullerà gli obsoleti cavi ethernet non più necessari per una connessione in rete.

Nel prossimo futuro quindi per navigare su Internet bisognerà adattarsi anche a nuovi router retro compatibili con i più vecchi smatphone, tablet, pc, ecc… ma con una velocità nettamente inferiore,  a differenza i nuovi prodotti tecnologici per le connessioni in rete saranno capaci di raggiungere 5G Wi Fi a 60 GHZ. Un collegamento “Wi Fi” con un impianto TV si tradurrà all’istante senza l’utilizzo di software specifici.

“Wi Fi” in base alle dichiarazioni di Phil Belanger (cofondatore dello tecnologia WiFi) non rappresenta l’acronimo di “High Fidelity” e non ha alcun significato, Il termine è stato coniato nel 1999 dalla “Iterbrand” azienda fondatrice.

“Wi Fi” rappresenta una rete di telecomunicazioni interconnessa anche ad Internet attraverso un dispositivo di ricetrasmissione radio “L’access point (AP)” attraverso il quale le antenne omnidirezionale vengono utilizzate con lo scopo di garantire la connettività all’interno di uffici, mentre le parabole vengono posizionate sui tralicci solitamente amplificandone il messaggio.

Un tema molto dibattuto negli ultimi anni riguarda i rischi della salute sulle frequenze elettromagnetiche. Un’ inchiesta della BBC ne evidenzia attraverso le accuse di alcuni scienziati la pericolosità di emissioni di smog elettromagnetico, che in un lasso di tempo lungo provocherebbe seri danni alla salute delle persone. La trasmissione Report in onda l’11 Maggio del 2008 sempre in base ai documenti diffusi dalla BBC, ha evidenziato come si possono verificare dei danni in particolar modo sulla salute dei bambini considerati ipersensibili alle onde elettromagnetiche sopratutto in ambienti domestici. Nel 2012 la comunità scientifica ne ammette i rischi alquanto gravi ritenendo che il 3% delle popolazioni abitanti i paesi occidentali denuncia i sintomi: emicranea, elettrosensibilità, sudorazione costante, tachicardia, vertigini frequenti, stanchezza fisica, disturbi del sonno, perdita di memoria, ansia e depressione.

Ma malgrado i rischi denunciati dall’inquinamento elettromagnetico ai danni dell’uomo le tecnologie basate su una produzione industriale non si scoraggiano e proseguono il loro cammino ininterrotto verso il futuro “un futuro in ogni caso difficile da prevedere”.

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